mercoledì, settembre 30, 2009

L'importante è la salute

Ieri sera sono andato a dormire talmente rilassato che dopo aver impiegato una buona mezz'ora per prendere sonno ho vissuto la seguente avventura onirica: in volo sopra l'oceano Atlantico con un aereo di linea, rimanevo vittima di un incidente aereo con conseguente ammaraggio del quale ero presumibilmente l'unico superstite. Durante la drammatica picchiata assistevo contestualmente alla morte di un paracadutista di passaggio il quale tentava invano, davanti ai miei occhi, di aprire il paracadute medesimo spatasciandosi e morendo all'istante, ma non senza palesare un'immane sofferenza, all'impatto con la superficie dell'acqua. Raggiunta faticosamente la riva, una puntigliosa doganiera a stelle e strisce, guardandomi distrattamente dal suo gabbiotto sul molo, mi impediva persino di uscire dall'acqua e di mettere piede sul suolo statunitense, ritenendo la mia una volgare messinscena finalizzata esclusivamente ad immigrare illegalmente nel suo glorioso paese. Ritrovatomi improvvisamente in Austria, più precisamente al porto di Vienna, venivo ospitato da una coppia di couchsurfer locali conosciuti in occasione del loro erasmus a Bologna. Il divano assegnatomi risultava però in seguito essere ubicato in un cortile comune. Durante la notte venivo fatto oggetto di angherie dai condomini e derubato della mia Seat Arosa gialla parcheggiata in garage e carica di bagagli. Poi il sogno si faceva confuso e angosciante.

sabato, giugno 06, 2009

Diario di bordo

Il mio taccuino di appunti di viaggio è un cimitero di buone intenzioni. Raccoglie un discreto numero di tentativi presto abortiti, all'incirca uno per ciascuna delle mie recenti gite, quelle di breve come quelle di più lunga durata, di produrre una raccolta completa dei miei brillanti pensieri e osservazioni. E' così che si comincia in data 4 settembre 2006 con il treno che fendendo deciso la notte mi lanciava verso Nantes e le sue abbondanti precipitazioni. Per addirittura dieci giorni consecutivi mantengo incredibilmente fede al proposito, e la dozzina di pagine consegnate ai posteri contiene perloppiù una variegata collezione di insulti diretti al popolo francese e alla sua cultura tout court. Poi il nulla. L'autore sembra essere stato inghiottito dalle tenebre come il capitano Marlowe nella foresta africana, o come un utente Wind. Poche righe appaiono nei mesi successivi, fino al viaggio gastronautico in Normandia. Due giorni di dettagliati reportage, poi le ostriche e il sidro prendono il sopravvento.
Una volta a Toronto, cambiare strategia e optare per un meno elaborato elenco di eventi salienti non giova alla persistenza dell'iniziativa. L'utente Wind sembra ora stare dettando le sue memorie via telefono ad un sordomuto. Dalla galleria. Non ha sorte migliore il tentativo brasiliano, ancora una volta partito con grande entusiasmo. Sembra dunque destino che delle più o meno mirabolanti avventure, tra fiumi di caipirinha, churrasco, paranoie varie e ciabatte infradito, debba rimanere traccia solo nella mia memoria.
I pochi appunti relativi al week-end on the road a Chicago dimostrano come fatti scarsamente rilevanti, che si annotano frettolosamente per non correre il rischio di dimenticarli, meriterebbero invece di essere abbandonati al vaglio implacabile dell'oblio: in tutta sincerità, "pisciare in pullman durante l'accesso alla rampa autostradale non si rivela la scelta migliore" è probabilmente un'osservazione della cui perdita l'umanità avrebbe saputo farsi una ragione. Di rilevante, lo stream of consciousness interrottosi ancora prima di mettere piede sul suolo dell'Illinois ha così mancato di riportare la vana ricerca dell'astuta couchsurfer sotto una pioggia insistente che sembrava voler fare da ideale continuazione al diluvio carioca, il vagabondaggio notturno costellato di incontri assurdi e casuali, il fratello africano che in metropolitana si complimenta per il mio zaino smaccatamente anni '90, la deep-dish pizza, Pistol Pete e Sweet Home Chicago.
Foorse, invece di cercare di stare al passo col presente per non scordarne neanche un momento, la cosa migliore è raccontare ciò che è rimasto del passato, mentre nuovi orizzonti si aprono davanti agli occhi e, sorvolando l'America, dal finestrino si comincia a scorgere l'oceano Pacifico.

(San Francisco: un po' una piccola Ancona con tutte le sue salite e discese)

domenica, aprile 26, 2009

Il crogiolo culturale e i rischi della soda caustica

Sempre più svogliata e cigolante, la bicicletta monca mi porta fino a casa di Alibek, Curdo-Tedesco con la mania degli occhiali da sole e il vezzo di un enfatico vocabolario afro-americano, dove ha luogo il party di addio in vista della sua imminente dipartita. La fauna è variegata, e aggirarsi tra i sotto-party creatisi nelle diverse zone della casa essendo più sobrio della media dei presenti dà modo di assistere in sequenza a diversi siparietti che sommati l'uno all'altro forniscono la cifra stilistica di una serata di ordinaria surrealtà.
Pronti via, nemmeno il tempo di riempirmi un bicchiere di punch e mi becco un impezzo sulla condizione degli immigrati rumeni in Italia e la loro relazione con i recenti eventi di cronaca criminale, dalla quale svicolo mugugnando qualche generica considerazione sull'integrazione dei popoli e deviando il discorso sul comodo argomento della multiculturale società canadese. Nel frattempo un ciccione Canado-Giamaicano di nome Jaah mi chiede conferma del fatto che in Italia tutti vadano in giro per strada facendo roteare pasta per la pizza. Mi sposto sul terrazzo al piano di sopra incrociando una tizia coi capelli fucsia e mi trovo nel mezzo di una conversazione sull'importanza di Dio e della religione in cui un Nigeriano, un Canadese di madre Cino-Giamaicana e un nero enorme vestito come 50 Cent con tanto di croce d'oro al collo, tra uno "yo bro" e un "ya know what I mean", finiscono col concordare che, nonostante la reciproca incompatibilità e la corruzione esistente nelle vigenti istituzioni religiose, Dio non può che esistere, prova definitiva essendone che una volta un amico del nero è morto di colera a 27 anni e il giorno del suo funerale c'era il sole anche se il giorno prima pioveva. Mentre tutti annuiscono gravemente colgo l'occasione per svignarmela prima di essere interpellato e faccio ritorno al piano di sotto. Qui vengo impezzato in rapida sequenza prima da una bionda che mi dice di aver fatto un anno di scuole superiori a Battipaglia quando aveva 17 anni e poi da una tipa bassa e pettoruta, dalla fronte alta e fasciata da un tubino blu elettrico. Questa si rivolge a me con un accento incomprensibile che mi costringe a farle ripetere tre volte ogni frase. Le chiedo "uer ar iu from", e per fortuna mi trattengo dall'aggiungere "iu èv a streing acsent", perché quando mi risponde "I'm from here" mi rendo conto che è sordomuta. Telo con nonchalance e vado a fare due salti in soggiorno, dove una svedese coi capelli tinti di nero e la suddetta tipa coi capelli fucsia si fanno fotografare mentre si baciano dicendosi "se fossi lesbica mi innamorerei di te", per il sollazzo degli astanti che scattano decine di istantanee probabilmente destinate a finire su Facebook in un batter di ciglia. Nel frattempo il Cino-Canado-Giamaicano è completamente ubriaco ed ha la pessima idea di intrattenersi in animate discussioni con un capannello di neri che si fanno sempre più minacciosi man mano che gli argomenti di conversazione diventano più scabrosi e il politically correct viene a mancare. Mi allontano per un momento e al mio ritorno non c'è più traccia dello sventurato tranne un deposito di soda caustica sul bordo della vasca da bagno. Nel frattempo, mentre i régaz della Crazy House, eccezionalmente spintisi a più di cento metri dalla loro abitazione, trascorrono un paio d'ore seduti in disparte chiacchierando tra di loro per poi fare ritorno a casa alla spicciolata, Alibek si aggira per la festa facendo foto in continuazione senza guardare nello schermo, e dicendo "fuck that shit" ogni due secondi con il solito entusiasmo da impasticcato. Il punch è finito e le tartine pure. Io me ne vado.

mercoledì, aprile 22, 2009

Per tutto il resto c'è i soldi (del papi)

Scontrino del macellaio 15€, coi soldi. Biglietto aereo Bologna-Toronto 600€, coi soldi. Tre notti in hotel a downtown Toronto 250€, coi soldi. Mangiarsi una piada al crudo a 12000 km da casa non ha prezzo.

sabato, aprile 18, 2009

L'importante ruolo dell'informazione

Siracusa, 00:01 — SCOMPARSO UN BAMBINO A SIRACUSA, RICERCHE IN CORSO

Siracusa, 00:08 — RITROVATO BAMBINO SCOMPARSO A SIRACUSA, ERA SU UN ALBERO

martedì, marzo 31, 2009

Ipse dixit

"Il Papa ha detto all'Angelus che Alda D'Eusanio è la prova della non esistenza dio Dio."

L: "Davvero? Beh, non mi sembra molto carino da parte sua!"
C: "Ma chi è l'Angelus?"

venerdì, marzo 27, 2009

Libertà è partecipazione

Le elezioni si avvicinano e la mia indecisione aumenta. Su cosa disegnare sulla scheda.