Il week-end cominciato martedì sera a causa dello sciopero degli assistenti e dei ricercatori che ha bloccato l'università, ha permesso di rallentare il ritmo e di ricaricare le batterie. Venerdì, al terzo giorno consecutivo di cazzeggio indisturbato, decido di partire in tarda mattinata per una gita nell'ancora inesplorata parte est della città. La meta, del tutto pretestuosa, è uno snack bar indicato, con buona ragione, come il ristorante più economico di tutta Toronto. Inforcata la bici, il tempo di preoccuparsi per la sua scarsa capacità frenante ed ecco che salta all'occhio l'innaturale oscillazione del pedale destro. Troppo poco per fare desistere l'intrepido esploratore dell'ignoto. Qualche chilometro in direzione di Bologna più tardi, oltrepassato il fiume che sfocia nel lago Ontario sembra di sbarcare nell'America un po' stanca e trasandata dei fratelli Coen. Proprio all'angolo tra due grigie strade trafficate sta una scaletta che conduce ad una porta sopra la quale campeggia l'insegna “Gale's Snack Bar”. Verrebbe da dire che varcata la soglia ci si ritrovi trasportati direttamente negli anni cinquanta, se non fosse che per l'appunto l'arredamento tradisce impetosamente i suoi cinquant'anni di età. Clientela colorita alla vista e all'olfatto, pavimento sconnesso, sgabelli tondi in similpelle arancione, tavoli infilati tra panche dello stesso colore, registratore di cassa d'antiquariato e bricco del caffè come da migliore tradizione cinematografica (i rabbocchi sono gratuiti) fanno da corollario alla tavola gialla del menu affissa dietro al bancone: fetta di torta, 85 centesimi; fetta di torta con gelato, 1 dollaro e quindici centesimi; club sandwich, 1 dollaro e 95 centesimi. Essendo in vena di scialacquare, mi concedo un panino al tacchino, 3 dollari, che naturalmente viene servito d'ufficio con patate fritte. Soddisfatto, mi metto sulla via del ritorno, e come da copione il pedale traballante, le cui condizioni si erano fatte via via più precarie pur senza che la mia determinazione ne risentisse, cede definitivamente a un paio di chilometri da casa. Che raggiungo con calma, non prima di una lunga sosta tra gli splendidi negozi di abbigliamento vintage di Kensington Market. A seguire, serata in locale con musica anni 80. E mi tocca andarci a piedi.
domenica, novembre 09, 2008
Trip
sabato, novembre 01, 2008
Halloween
Dopo essermi svegliato mercoledì mattina e aver trovato il campus imbiancato da una discreta nevicata autunnale, mi alzo dal letto due giorni dopo e il termometro dice 19° C. Il buonumore dovuto alla singolare prospettiva di vedere pinguini saltellare allegramente tra le palme da cocco nei prossimi mesi è però mitigato dalla consapevolezza di essere costretto tra le mura domestiche dall'ennesimo compito a casa del valore del 3% del totale finale da consegnare in serata. Tra una bestemmia e l'altra mi metto all'opera sbirciando dalla finestrella il sole che tramonta impietoso su quello che in teoria dovrebbe essere il mio venerdì libero. Per consolarmi del triste pomeriggio, verso le otto mi reco in un locale tipico a guardare la partita del Mago mangiando ali di pollo alla griglia con salsa all'aglio. Al tavolo di fianco al mio siedono Mario, Luigi, la Principessa Peach e il Fungo Toad. Finita la partita monto in sella e, sfrecciando tra zombie, vampiri ed infermiere sexy di vario genere, raggiungo il party di Halloween che ha luogo in un appartamento con pareti vetrate al ventunesimo piano di un grattacielo in pieno centro. Nonostante la mia principale preoccupazione sia quella di trovare una cannuccia che mi permetta di bere comodamente, tutti sembrano apprezzare molto la mia maschera e continuano a chiedermi che personaggio sono. I più esperti si arrischiano provando a citare qualche titolo di film che non conosco. Il mistero sembra destinato a rimanere irrisolto.
venerdì, ottobre 31, 2008
Decent family man
Woman: I don't trust Obama. I have read about him and he's an Arab.
Sen. John McCain: No ma'am, no ma'am. He's a decent family man, citizen that I just happen to have disagreements with on fundamental issues. That's what this campaign is all about. He's not, thank you.
domenica, ottobre 26, 2008
1 mese 25 giorni 2 ore e 4 minuti
giovedì, ottobre 23, 2008
ATTENDANCE AND PUNCTUALITY AND GROUND RULES
Students are expected to be in class on time. Persistent late arrival will impact participation grade.
Students who use computers in class for activities other than that related to the class will receive a grade penalty.
There will be no eating in class. Any student arriving in class with lunch/dinner etc will be asked to leave and not allowed to return.
Mobile phones should be switched off. On the second occasion a mobile phone rings in any given class session the remainder of the class will be abandoned.
mercoledì, ottobre 22, 2008
Manteniamo la calma
Quando ti manca il sudoku
lunedì, ottobre 13, 2008
Algonquin is burning
Evviva il parco naturale.
Ci immergiamo nella natura.
Bisogna noleggiare le macchine e prenotare i cottage.
Facciamo organizzare tutto agli altri perché non abbiamo lo sbatti.
Il noleggio è in culo al mondo.
I cottage sono in culo al mondo.
Amo il cambio automatico perché fa tutto da solo.
Odio il cambio automatico perché fa tutto da solo.
Amo il cruise control perché è una sborata.
Che cazzata il cruise control.
Che bella la stufa a legna.
Che freddo porco con la stufa a legna e cinque gradi fuori.
Questa legna è umida mettiamola sopra la stufa per farla asciugare.
Hai lasciato la luce accesa in casa? No. Allora casa tua sta andando a fuoco.
Come fa uno a immaginarsi che la legna appoggiata sulla stufa rovente prende fuoco.
Scusa scemo io.
Vedo il mio respiro che si condensa da sotto le coperte.
Se davo fuoco al mio cottage almeno avevo più caldo.
Indosso tutti i miei indumenti uno sopra l'altro.
Che bello il colore delle foglie in autunno.
Che bello l'autunno canadese quando ti coglie di sorpresa in mezzo a un parco naturale senza riscaldamento.
Che bella la passeggiata nella foresta di aceri.
Che bella un'altra passeggiata nella foresta di aceri.
Che due maroni 'sti aceri.
Che bello il barbecue intorno al fuoco.
E' finito il pane che buono il panino di hamburger ripieno di cipolle.
Che buoni i marshmallows.
Che porcata i marshmallows.
Speriamo di avvistare qualche alce.
Anche un orso andrebbe bene.
Anche un castoro andrebbe bene.
Carino lo scoiattolino.
Che sfigati sti scoiattolini.
Che poi alla fine sono topi con la coda pelosa a righe.
Che bello questo panorama.
Bello il panorama, ma guido da tre ore e tutti dormono.
Che palle guidare per quattro ore e mezza.
Bastardi almeno non dormite.
martedì, settembre 30, 2008
Italiano, terrone che amo
Inevitabilmente, nel mio caso, la scelta è caduta sul campo alimentare. Pur tenendo alta la bandiera del gastronautismo, più che mai a suo agio in un paese nel quale alla sostanziale assenza di una cucina locale fa da contraltare un'offerta gastronomica praticamente onnicomprensiva, la mia spesa al mercato si rivela degna del più tradizionale esemplare italiota, con tanto di canottiera sudata e catenina d'oro al collo. Non mancano dunque nella mia credenza: olio De Cecco, pasta e sugo Divella, Grana Padano (in assenza del Parmigiano Reggiano, non me ne vogliano i puristi), acciughe di Cefalù e gli indimenticabili crackers Doriano, quelli che mi fanno sentire ancora al piano nobile del Minghetti durante l'intervallo. L'apoteosi qualche giorno fa, quando, entrando nel negozio di formaggi, mi cade l'occhio, dentro al frigo, su di una forma che mi appare subito familiare. Mi avvicino, e non posso non distinguere a chiare lettere la scritta piave impressa sulla crosta. Il Piave, quel formaggio veneto che a Bologna non lo trovi e lo devi andare a comprare apposta ad Alleghe. Gli occhi umidi, chiedo di tagliarmene una fetta. Me ne fa assaggiare un po', lo metto in bocca commosso mentre il commesso mi chiede: "così va bene?". Facciamo un po' di più, gli dico, trattenendo le lacrime. A posto così? Sì grazie, quant'è. Tredici dollari. Non ce la faccio più, e piango. Ma è stato bellissimo.
martedì, settembre 09, 2008
In effetti alla sera non so proprio cosa fare
Sulle prime rimango spiazzato, avevo accettato l'invito ad un party etilico alle nove al quale intedevo far infiltrare una comitiva di tedeschi, e ad un afterhour jazz dall'una in poi. Decido infine di sbattermene, corro in stazione, prendo il treno e giungo nella sperduta località in cui ha luogo il festival blues. Assisto al concerto immerso in una platea costituita esclusivamente da migliaia di umarells, ciascuno dei quali si era portato da casa la sedia pieghevole e un bel giubbino (anzi, giubino), perché si sa che alla sera fa freschino, specie in riva al lago. Il mitico Charlie sembra un ragazzino, suono pulito e voce che si scalda canzone dopo canzone. Faccio ritorno a Toronto downtown giusto in tempo per trovarmi all'appuntamento al baretto jazz abusivo, dove incontro i tedeschi entusiasti della festa alla quale si erano sportivamente presentati come miei amici tra lo stupore dei presenti. Il posto si va via via riempiendo di note e di gente assurda, finché verso le quattro, quando ormai non si riesce più a muovere un passo e tantomeno ad ascoltare la musica, decido di fare ritorno a casa. Una bella camminata di mezz'ora, due procioni che mi guardano da un albero di fronte casa. Che storia.
giovedì, settembre 04, 2008
Paese che vai, usanze che trovi
martedì, settembre 02, 2008
La mia vita su Craigslist
La vita delle ultime due settimane, per quanto ricca di avvenimenti curiosi ed eccitanti bastanti per riempire pagine e pagine di cronaca (e di cui invece, ahinoi, non rimarrà nessuna testimonianza ai posteri) ha ruotato sostanzialmente intorno alla necessità di scacciare la sempre più inquietante prospettiva di una vita senza fissa dimora alla mercé del tanto paventato benché non ancora incombente inverno torontiano. Vale pertanto la pena di illustrare il funzionamento del mercato immobiliare nell'area urbana di Toronto, il quale ha dettato i ritmi delle mie recenti giornate con implacabile severità. Ecco dunque a voi la
Guida essenziale per l'aspirante possessore di un posto letto a Toronto downtown
1) Craigslist non è un sito di annunci. E' una chat.
2) Inviare e-mail non sarà perciò di alcuna utilità. Sessanta secondi per inviare il messaggio con copia e incolla sono troppi anche se leggi l'annuncio in tempo reale. Per allora la camera sarà già stata affittata.
3) E' necessario pertanto disporre di un telefono, in quanto non esiste di fatto nessun modo alternativo per procurarsi un appuntamento.
4) Essere di madrelingua inglese potrebbe non essere sufficiente per sostenere una conversazione telefonica con un padrone di casa coreano o indiano.
5) Il centro di Toronto richiede circa due ore per essere attraversato a piedi, il che favorisce l'abbinamento della ricerca di una casa con un programma di preparazione atletica agonistico.
6) Ora che finalmente stai visitando una camera, non illuderti. Qualcuno l'ha già vista prima di te.
7) Se nessuno l'ha ancora vista, gli altri coinquilini sceglieranno comunque qualcun altro al tuo posto, anche se è arrivato dopo.
8) Le uniche opportunità disponibili si presenteranno a due a due. Ciò farà sì che tu le perda entrambe.
9) Mentre prendi confidenza con i punti dall'uno all'otto, ci si renderà conto che gli ostelli sono completamente prenotati di lì a due settimane, e che alberghi a meno di 150$ a notte non se ne trovano.
10) Dopo aver versato sangue, sudore e lacrime sei finalmente riuscito in qualche modo a trovare un alloggio. Complimenti! Ora non ti resta che vagare per le stradine residenziali raccogliendo articoli di arredamento in disuso messi a disposizione dei passanti dai precedenti proprietari. Avvertenza: per i divani a due piazze, se si è sprovvisti di un mezzo di trasporto sufficientemente capiente o quantomeno di un sodale abbastanza robusto, è consigliabile rifornisi esclusivamente nel raggio di poche decine di metri dalla propria abitazione. Abitare in un seminterrato renderà inoltre più facile il trasporto del divano medesimo al piano di competenza.
sabato, luglio 12, 2008
Volevo ben dire
mercoledì, luglio 02, 2008
L'artista della tartina
sabato, giugno 14, 2008
Il favoloso mondo segreto dell'umarell
Ma l'umarell, si sa, seppur diffidente ama in realtà condividere le sue esperienze ed abitudini. Raggiunta una certa confidenza, dunque, è possibile che egli decida un giorno di iniziarvi finalmente al suo fantastico mondo segreto. Dietro una banale domanda umarellica, inerente generalmente la pessima abitudine di qualche condomino di fare casino dopo le dieci di sera, potrebbe infatti celarsi la volontà di mostrarvi il suo misterioso regno, sul quale troppe volte avete fantasticato incuriositi: e così, prima che possiate rendervene conto, vi troverete circondati da decine di bottiglie artigianali di lambrusco, biciclette d'epoca perfettamente mantenute ed attrezzi di ogni tipo. La candidatura per qualsiasi lavoro di ciappinaggio (perché si sa che da quando c'è l'euro è sempre un salasso) e un rapido accenno a come a 81 anni non si riescano più a saltare i fossi per il lungo come a 80 concluderanno infine il vostro viaggio nello spensierato ed operoso universo INPS. Allontanandovi, mentre ringraziate e vi complimentate con l'umarell, non potrete non notare il sorriso gioioso e soddisfatto che si allarga sul suo viso.
giovedì, giugno 05, 2008
Sulla buona strada
Dopo aver finalmente rasserenato la popolazione circa la decisione di ricandidarsi alle prossime elezioni, nonostante dia l'impressione di avere a cuore le sorti di Bologna pressappoco quanto uno sversatore abusivo di rifiuti tossici di Casal di Principe tenga a quelle dell'entroterra campano, il nostro sindaco, con una brillante trovata, ha individuato la soluzione al tanto lamentato problema del “degrado” che minaccia di privarlo di diverse migliaia di voti. L'ineffabile primo cittadino ha dunque ritenuto di bonificare la zona universitaria ed i suoi dintorni non già ponendo un freno ad una lunga serie di comportamenti incivili e/o criminali quali, a titolo di esempio ed in ordine sparso, lo spaccio di droga, la deiezione all'aria aperta, il furto e la ricettazione di biciclette, l'ubriachezza molesta e il danneggiamento dell'arredo urbano, la cui repressione non è affatto remunerativa e anzi fa pure un po' schifo, ma vessando, a suon di un biglietto arancione alla volta, gli indecorosi e temibili individui che osano posare il proprio deretano sul suolo pubblico. Appare pertanto evidente come il problema delle piazze bolognesi, secondo il nostro sindaco e i suoi solerti collaboratori, risieda in coloro che le frequentano tout court, a prescindere da cosa essi facciano. Contro il degrado, dunque, niente macchine, niente motorini e, soprattutto, niente persone. Se tutto va bene, tempo cinque o sei anni, la gente avrà capito che per godersi finalmente in pace Bologna sarà meglio essere altrove.
lunedì, maggio 12, 2008
Il mondo alla rovescia
Ciò che più sconvolge ed amareggia, ancora una volta, non sono tanto le reazioni indignate dei vari esponenti della banda di manigoldi che siede al governo, sinceramente increduli che fatti accertati ma sgraditi possano essere riportati impunemente in televisione da qualche incosciente delatore, quanto il biasimo proveniente da chi avrebbe non il diritto ma bensì il dovere di esigere che venga fatta piena luce su fatti di una tale gravità. Ma è pur vero che siamo stati capaci di ignorare ben di peggio, e che la nuova linea dettata dai vertici dell'opposizione prevede l'abbandono dell'ormai stantia tattica di demonizzazione dell'avversario. Anzi, vediamo d'ora in poi di non creargli troppi fastidi, che se facciamo i bravi magari riusciamo a farci elargire qualche avanzo.
sabato, aprile 26, 2008
Snap!
venerdì, aprile 18, 2008
domenica, aprile 13, 2008
Il punto
martedì, aprile 08, 2008
Hanno la faccia come il culo
E' appena il caso di ricordare come l'ala sinistra della coalizione, da Mussi a Bertinotti, si sia limitata a chiedere il rispetto di un programma di cui è stata fatta quasi esclusivamente carta da culo, e come, nonostante l'ingiustificabile deriva clerico-centrista del governo, abbia chinato il capo continuando a votare sempre secondo le indicazioni di Prodi. Simili bassezze denigratorie, tese a rubacchiare voti a sinistra dopo aver scelto di correre "da soli" (si è poi visto quanto da soli), sono aberranti e inaccettabili. Stando così le cose, non voterei PD nemmeno se il candidato premier del centro-destra fosse Saddam Hussein.
lunedì, aprile 07, 2008
Tira una brutta aria
Cosa dire allora a quei poveri imbecilli, e saranno almeno un elettore su tre (cioè, se non siete tu e tua sorella, è quasi certo che sia il tuo giornalaio. O il tuo fruttivendolo. Probabilmente, in ogni caso, l'idraulico), che anche questa volta voteranno per Berlusconi? In quale paese democratico un politico può dire stronzate clamorose a ripetizione, tipo facendo insider trading diffondendo notizie false, così, come se niente fosse, a tre, due, una settimana dalle elezioni, senza che questo danneggi minimamente la sua reputazione?
Che poi, a questo punto, mi sento quasi inadeguato io, a provare un certo disagio se il lider del partito di centro-NONsinistra è un personaggio che dichiarava, giusto cinque anni fa, che al termine della sua esperienza come sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla politica. Cinque anni fa! Tutti si smentiscono nel giro di qualche ora, uno che cambia idea in cinque anni è praticamente un uomo di parola!
giovedì, marzo 20, 2008
venerdì, marzo 07, 2008
Appello
giovedì, febbraio 21, 2008
venerdì, febbraio 15, 2008
Il dubbio si insinua
Quale però la reale alternativa? Quale il senso di dare piuttosto il voto ad una forza politica più arraffazzonata che veramente composita e plurale, destinata con ogni probabilità a fare opposizione e vagamente sollevata da una simile prospettiva? E' forse il nostro destino ineluttabile di prendere atto della morte dell'ideologia, e di comportarci di conseguenza, rinunciando a tendere a ideali assoluti per accontentarci di volta in volta dei meno peggiori? E se alla fine, a forza di fare così, rimanessero solo quelli?
sabato, febbraio 02, 2008
Incubo pomeridiano
venerdì, febbraio 01, 2008
mercoledì, gennaio 16, 2008
Non si può parlare di tutto, ma anche sulle dimissioni di Mastella ci sarebbe da farsi due risate!
giovedì, gennaio 10, 2008
Back to earth
- la storia dei cattivi propositi è una discreta cazzata;
- ad ogni modo, io ho solo buoni propositi: d'ora in avanti, stile di vita sano, poco alcool e tronche, tanta attività fisica, frutta e verdura. E vaffanculo;
- un giorno non troppo lontano andrò a vivere qualche mese in Spagna per imparare lo spagnolo. E non rompete le palle col cinese, a quello ci pensiamo poi un altra volta, casomai;
- vediamo se l'idea di Ale circa la nostra carriera radiofonica va in porto;
- forse dovrei passare alla Apple;
- da quando sono alle scuole medie mi riprometto di iniziare a studiare in anticipo e non soltanto la settimana prima dell'esame. Dubito che ce la farò mai, ma l'importante è non perdere la speranza;
- happiness is a warm gun. Sì, sto ascoltando la colonna sonora di Across the Universe, e allora? Se non l'avete visto reperitelo e guardatevelo, è bello;
- ormai è troppo tardi per diventare una rockstar. Merda;
- non c'è niente da fare, il latino e il greco se non li tieni in esercizio te li dimentichi;
- tralasciamo di dire che non esistono più le mezze stagioni e che da quanto c'è l'euro, signora mia, fare la spesa è un salasso;
- che poi ieri un litro di verde 1,411 euri, cristo;
- potrei andare avanti così per ore;
- può bastare.
mercoledì, dicembre 19, 2007
Grazie ragazzi
domenica, dicembre 09, 2007
Fine della ricreazione
"A Luttazzi è stata data piena libertà, ma di questa libertà era necessario fare un uso responsabile". Con questa paradossale giustificazione, si è cercato di far passare la sospensione di Decameron, il programma satirico di Daniele Luttazzi, come un atto dovuto in risposta alla sconsiderata ed autolesionista volgarità dell'autore. Come dire, libertà totale, ma di fare quello che diciamo noi. E' però necessario non accettare rassegnatamente quest'ennesimo sopruso, dietro al quale sembra risiedere non la semplice insofferenza di un laido ciccione bavoso (spero di non meritare una querela per questo, si tratta di una semplice descrizione morfologica) per una battuta nemmeno particolarmente memorabile, ma un preciso disegno politico, insofferente ai fatti declamati da Luttazzi, più che alla sua ironia, e al suo strepitoso e forse inatteso successo di pubblico. Un comico che dice cose scomode, viene così accusato di non far ridere o di essere volgare al fine screditare il suo intero discorso. Bisogna dunque denunciare con forza come la notizia della sospensione del programma sia stata censurata dall'edizione serale del tg di La7, e gli atti di intimidazione fisica subiti da Luttazzi stesso. Non perché la rete non possa fare a meno del mio sfogo di indignazione e frustrazione (l'ennesimo, guarda caso), ma affinché non si perda di vista la verità, troppo facilmente manipolata con motivazioni pretestuose in favore dei consueti interessi politici.
giovedì, dicembre 06, 2007
Le ultime parole famose
"Ci teniamo oggi - proclamava Diliberto il 29 aprile 2007, poco più di sette mesi fa - domani, per sempre, il nome, il simbolo, la stella e la bandiera d'Italia. La nostra sfida è il contrario dell'abiura. Dentro la sinistra ci andrà ciascuno come gli pare e noi entreremo da comunisti nella sinistra senza aggettivi".L'arcobaleno. A raccontarlo, non ci si crede. I simboli dei partiti stanno convergendo. I colori si attenuano, il bianco, il rosso e il verde passano in primo piano. Ci si accalca verso il centro. Non c'è via d'uscita. A questo punto credo non resti che la rivoluzione armata. Altre proposte?
venerdì, novembre 30, 2007
Sembra che non abbia un cazzo da dire, e invece...
In effetti, è fin troppo facile fare commenti salaci, ad esempio, sul sacerdote che si indigna perché lo spot natalizio della Red Bull "intacca la Natività, e con essa la sensibilità dei cristiani", in quanto consiste in un disegno animato nel quale un quarto re magio regala della Red Bull a Gesù (come se non ne avesse bisogno). Red Bull ritira immediatamente lo spot, vedendo evidentemente negli oratori un'ampia fetta del target della bevanda. Meglio non rischiare che i cristiani, offesi a morte, smettano di bere Red Bull. Mi fanno sbragare dal ridere.
E per chiudere, una citazione su cui riflettere: "Non ha senso testare cosmetici sui conigli. Perché sono già graziosi".
martedì, novembre 20, 2007
Sollievo
venerdì, novembre 09, 2007
All'improvviso, un genio
COMUNISTI COMBATTENTI
E' UNO CHEF MITOMANE
giovedì, novembre 08, 2007
Speakers' Corner, Piazza Verdi
Ore undici e trenta, in sella alla bici sbuco in piazza Verdi e passo davanti a un tizio vagamente trasandato che parla ad alta voce, apostrofando con tono polemico una piccola platea di passanti e bivaccanti, apparentemente radunatasi da poco attorno a lui. Le mie orecchie colgono solamente il tema, politico, della dissertazione. Dapprima perplesso, senza smettere di pedalare mi sorprendo a pensare che se non fossi schiavo della moderna società capitalista che ci costringe a correre di qua e di là sempre di fretta, in eterna lotta contro il tempo, impossibilitati ad adeguare i nostri programmi quotidiani al minimo imprevisto, mi piacerebbe fermarmi ad ascoltare quell'improvvisato oratore. (Sì, faccio veramente pensieri così elaborati). Non sono ancora arrivato alle due torri che il ricordo di questo incontro mi ha già abbandonato come tutti i pensieri più o meno bizzarri che fanno compagnia ad ogni spostamento solitario. Ore tredici, discendo lungo via Zamboni e arrivo di nuovo in piazza Verdi. L'uomo, sempre più accalorato, è ora salito in piedi su di un fittone, e discorre rivolto questa volta a una discreta folla che occupa un angolo della piazza. Di nuovo, devo proseguire senza prestare attenzione alle sue parole. Ma la sensazione che mi rimane è quella di un gesto di democrazia estremo e al tempo stesso disperato, come se quell'uomo, un po' fuori dalle righe, prendendo la parola per dire agli altri quello che pensa con tanta ostinazione, volesse ricordarci che le nostre opinioni sono tutto ciò che abbiamo, e che esiste ovunque un angolo in cui è tutelata la libertà di espressione di coloro che vogliano prendersela. Poi, vabbè, era solo un matto che parlava da solo.
mercoledì, ottobre 31, 2007
Adesso basta
venerdì, ottobre 26, 2007
Solo che della braga (italiana)
mercoledì, ottobre 17, 2007
Pennellate
La ricerca di ospitalità, la partenza sotto il diluvio, qualche ora di sonno sul divano milanese, l'attesa del compagno di viaggio, ore di cammino sfiniti e senza meta, l'ostello, le birre, tante birre, il turismo antropologico: cosa hai visto a Berlino? Boh, sono andato in giro!, gli italiani emigrati, la cucina Bavarese, il muro, Botero, l'amore alla reception, lo shampoo viola per capelli bianchi, il pullman, altre birre, St. Pauli, il sushi, parole in inglese, la bici, le uova con due tuorli, Reeperbahn. Non saprei dire cos'ho fatto quest'ultima settimana.
mercoledì, ottobre 03, 2007
Ciavemoimoscioli is back!
Messi da parte i giorni bui dello studio e della crisi creativa, metabolizzati dal blog con esiti infausti per la sua vasta schiera di affezionati lettori, ai quali mi trovo ancora una volta a chiedere scusa, si volta pagina nascondendo per qualche tempo sotto al tappeto le incombenze di varia natura. Bando dunque agli assillanti grattacapi del logorante tran-tran quotidiano, via in un cassetto la tesi, e largo alla spensieratezza giovanile ed ai ritmi blandi della vita universitaria, intesa ovviamente nel senso più dispregiativo del termine. Si alternano così feste improbabili frequentate da personaggi improbabili, o forse fin troppo probabili (“Faccio l'educatore per bambini disabili, ho solo contratti a tempo determinato, cerco un lavoro che mi consenta di vivere in maniera adeguata. Ciò non è possibile, perciò bevo.”), pomeriggi interi trascorsi a tentare di dirigere le evoluzioni di una sfera virtuale interagendo con essa tramite undici omini altrettanto virtuali, luculliane fritture di pesce in squallide rosticcerie sul lungomare in compagnia di veraci personaggi vernacolari, e analoghe avventure ai limiti della realtà. Frattanto, nel più puro stile bohémien, si organizza una vacanza-couchsurfing in terra tedesca. Così, tanto per occupare il tempo libero. (E rimandare l'esaurimento nervoso).
giovedì, settembre 13, 2007
Con le unghie e con i denti
venerdì, agosto 24, 2007
Voglia di essere lì
Il morso della Taranta ti prende alle gambe, facendotene perdere il controllo e trascinandole al ritmo forsennato scandito dai pifferi e dai tamburelli. Non ci si può esimere dal ballare, saltare, cantare, e dal fare tutto ciò fino allo sfinimento, come se si trattasse di una gara con coloro che ci circondano a chi si arrende per ultimo. Decine di migliaia di persone, suoni, colori, odori, storie e sapori si mischiano a Melpignano, nel cuore dellu Salentu, dalla sera fino al mattino, per il concerto conclusivo del tour agostano della Notte della Taranta 2007. E io vorrei essere lì, innamorato come ho scoperto di essere di quella terra e di quella musica. Per ironia della sorte, sono invece bloccato su una sedia con una caviglia un po' spappolata, in una nota località balneare attualmente molto piovosa e poco soleggiata, impossibilitato a recarmi dove che sia, e in seria difficoltà anche quando si tratta di trascinarmi fino al gabinetto.
venerdì, agosto 03, 2007
Primi fuochi
mercoledì, luglio 18, 2007
Non una nuvola in cielo
La goccia di sudore imperla la fronte, esita provocatoriamente sulla tempia, per poi gettarsi a capofitto giù lungo il collo e scomparire nella canottiera ormai umidiccia. La tortora imperterrita scandisce il passare dei secondi come la più assillante delle lancette, strafottente, tanto per farti notare che non ha talmente un cazzo da fare da potersi permettere di stare tutto il giorno a saltellare da un tetto all’altro starnazzando stupidamente. Il riverbero del sole invade la stanza con inopportuna festosità, mentre le pagine scorrono avanti e indietro e la grafite si spalma sulla carta riducendo sempre di più lo spazio bianco rimasto. In cielo, non una sola nuvola. Il mare stesso, facendo capolino oltre i tetti, dà l’impressione, piatto e oleoso, di non aver neanche lui la minima voglia di sprecare energie. Un ventaglio viene aperto, per fare aria a un volto stanco e accalorato. E’ un lampo, un attimo, e un pensiero fulmina la mia mente, inaspettatamente scontato: la convezione forzata provocata dal ventaglio migliora lo scambio termico rispetto alla convezione naturale portando l’energia termica ceduta ad un valore pari a hAdeltaT, dove h è il coefficiente di convezione, A la superficie del volto e deltaT la differenza tra la temperatura superficiale del volto stesso e la temperatura di mescolamento dell’aria!
...
Ho bisogno di una pausa.
mercoledì, luglio 04, 2007
Intenso e rumoroso
venerdì, giugno 15, 2007
E' nata una stella
mercoledì, giugno 06, 2007
(Nerds + DanceFloor) - Love = M.A.M.
domenica, maggio 27, 2007
OK il pezzo è giusto
giovedì, maggio 24, 2007
Riqualificami 'sto cazzo
Il cinema Nosadella chiude. Non ci posso credere. Ma siamo fortunati, perché non chiude per squallidi motivi economici, per il disprezzo di questa giunta nei confronti della cultura e del benessere dei cittadini. No. Chiude per una ragione nobile. Progetto di riqualificazione urbana, lo chiamano. E io che pensavo che volessero farci degli appartamenti!Il Nosadella mi è sempre sembrato un'appendice del salotto di casa. I film proiettati erano scelti volta per volta con l'intento di privilegiare finalmente la qualità, e non la redditività al botteghino. Era forse l'unico cinema a Bologna che proponesse una selezione di pellicole in lingua originale. Quando hanno cambiato tutte le poltrone, circa un anno fa, hanno messo in vendita quelle vecchie a dieci euro l'una. E potevi comprarti i poster dei film, se volevi, naturalmente ad un prezzo simbolico. I proprietari erano sempre cordiali e premurosi, e se eri iscritto alla maling list ti inviavano periodicamente i programmi e i relativi sconti, condivisibili a piacere. Era anche il cinema meno caro di Bologna, oltre ad essere il migliore. Ma in fondo chissenefrega, non si può certo anteporre tutto questo al guadagno economico. Non siamo mica comunisti.
martedì, maggio 22, 2007
Couchsurfing
sabato, maggio 19, 2007
Festa allucinante
giovedì, maggio 17, 2007
Con il cuore
Le pagelle
Numero uno : acquistato a parametro zero a cinque minuti dall'inizio della partita, sarà più volte chiamato ad interventi spettacolari che salveranno il risultato. rivelazione. voto 7,5
Numero tre : carente nello scatto sul breve, dimostra però di avere discrete doti tecniche e soprattutto sigla il gol della vittoria. diesel. voto 6,5
Numero quattro : carente nello scatto sul breve, non dimostra di avere particolari doti, e viene perciò relegato in panchina il più a lungo possibile. granitico. voto 5,5
Numero sei : si piazza al centro dell'attacco ma non riesce a fare reparto da solo. si perde spesso sul più bello e l'unica sua azione memorabile è un tiro con conseguente perdita della scarpa destra. lezioso. voto 5,5
Numero sette : nonostante la giovane età, dirige la difesa con fin troppa spocchia e quando parte in progressione semina il panico nella difesa avversaria. plusvalore. voto 7
Numero nove (cioè io) : puntuale in difesa, dove spicca per un paio di recuperi spettacolari alla Holly e Benji, poco concreto in attacco, dove arriva poco lucido e manca qualche occasione di troppo. generoso. voto 6,5
Numero dieci : tatticamente indisciplinato, si lancia sovente in avanti facendo dannare i suoi compagni di difesa senza peraltro farsi vedere dalle parti del portiere avversario. smarrito. voto 5
Numero undici (Ema) : fa sentire il suo peso in attacco ed è certamente il più pericoloso in avanti, finché il fiato glielo permette. la sua doppietta è decisiva e gli vale il titolo di capocannoniere dei S.N.C. bomber. voto 7
giovedì, maggio 10, 2007
Democrazia all'italiana
mercoledì, maggio 09, 2007
Gli antichi Greci (quei pervertiti)
Il problema dell'integralismo religioso e dell'ingerenza delle istituzioni religiose nella vita, politica e sociale, delle persone, mi dà, di questi tempi, molto da riflettere. Ho sempre creduto che la laicità di uno stato, intesa in senso lato e non solamente legislativo, andasse di pari passo con l'evoluzione culturale di un popolo; che mano a mano che si passasse dalla vita sugli alberi e nelle caverne agli studi scientifici e all'esplorazione più minuziosa delle capacità umane, si abbandonassero i sacrifici al dio sole in virtù dello sviluppo di un etica fondata sulla ragione e su principi universali derivanti più dalla condivisione della condizione umana che dall'appartenenza a questo o quel credo. Ma com'è possibile allora assistere a rivolte di piazza, scomuniche, maledizioni, requisizioni di beni se non addirittura a condanne a morte, all'indirizzo di chi nemmeno ha avuto l'ardire di votare a favore dei Dico, ma ancor più banalmente ha raffigurato la tal divinità nuda o ha baciato in pubblico, su una guancia, un estraneo? Tra gli altri terribili peccati possono inoltre figurare a vario titolo: pubblicare vignette satiriche, essere omosessuali, subire violenza sessuale, convivere all'infuori del matrimonio e votare per il partito comunista. Forse allora sarebbe il caso che qualcuno smettesse di evolversi, ammesso che stia provando a farlo, e magari guardasse indietro di 2500 anni, per accorgersi che anche se Voltaire e il povero Gesù non si erano ancora fatti vivi, gli antichi Greci avevano già molto da insegnare, in termini di laicità e di modernità sociale.
giovedì, maggio 03, 2007
Le débat
lunedì, aprile 23, 2007
venerdì, aprile 20, 2007
Le cose importanti
Per fortuna anche e soprattutto nei momenti più bui, a livello mondiale, della nostra storia politica e sociale, c'è sempre qualcuno che si dà da fare per apportare alla comunità, con impegno e devozione, il suo contributo sui temi importanti della vita. In proporzione ovviamente alle proprie possibilità. In questo contesto si inserisce il recente parto della commissione di consulenza del Vaticano, composta da trenta persone stipendiate anche con il nostro otto per mille, la quale, partecipe dell'angoscia dell'umanità intera sul tema, definito «un problema pastorale urgente», determinata a porre fine all'ansiosa attesa dell'opinione pubblica, dopo tre anni di intense e dolorose contrazioni collettive, ha prodotto, o meglio ha espulso, con la benedizione del Divino Pontefice, un documento di quarantuno pagine dal titolo «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati». Il limbo è stato dunque abolito. Alzi la mano chi non è in lacrime per l'emozione. D'altronde, a pensarci bene, era giusto così: in Paradiso ci sta l'amico di Pinochet (e magari anche Pinochet, visto l'andazzo) e non può andarci un povero feto la cui unica colpa è di avere un papà stupratore?
mercoledì, aprile 11, 2007
Crocette
lunedì, aprile 02, 2007
Si ricomincia
Ma cosa sarà di questo blog adesso? A chi mi rivolgerò per raccontare la mia vita quotidiana, ora che i lettori e i protagonisti diventano le stesse persone? Potrei farlo diventare una raccolta di post visionari e indecifrabili sulle tracce del buon Marchì, oppure iniziare a scrivere in francese o in inglese ad uso di eventuali visitatori stranieri. O infine, lasciarlo tristemente morire, a braccetto con la mia giovinezza. Che fare, dunque?
lunedì, marzo 26, 2007
Goodbye Nantes
lunedì, marzo 19, 2007
Sigaro e whisky
Arredamento dai toni scuri, piuttosto elegante. Una saletta circolare in fondo al locale. Luce soffusa. Alle pareti, bottiglie di Champagne tra i più pregiati e scatole di sigari accatastate con armonia. In sottofondo, jazz poco più che sussurrato, dentro al quale sembra di poter sprofondare semplicemente chiudendo gli occhi. Un whisky, senza ghiaccio, un sigaro. Nuvole di fumo e parole. Sapore di tabacco e amicizia.
giovedì, marzo 15, 2007
Apologia del cazzeggio
giovedì, marzo 08, 2007
Le cene del mercoledì
giovedì, marzo 01, 2007
Gastronauti

Una guida incompleta raccattata in biblioteca, quattro fogli stampati da internet e attaccati con lo scotch come approssimativa cartina, il timore, svanito solo all'ultimo, di ottenere in affitto una bagnarola dal più economico dei noleggiatori di Nantes, e si parte verso i lidi incogniti della piovosa Normandia. St. Malo, Mont St. Michel, Carteret, le spiagge dello sbarco, Bayeux, Caen, Honfleur, Etretat, Fécamp, Rouen e Chartres saranno le tappe, decise giorno per giorno, del nostro viaggio alla scoperta dei colori (sostanzialmente il grigio) e dei sapori di questa umida regione. I nostri gastronauti si sono privati in una sola occasione di un pasto degno della loro qualifica, nutrendosi con un tramezzino scopertosi poi scaduto acquistato nel supermercato dell'inutile paesino di Carteret. Per il resto, partiti con l'intento, esaudito, di sfondarsi di coquillage e prodotti ittici di vario genere, non sono mancate soddisfacenti escursioni nel mondo bovino, vegetale e dei latticini (merita una menzione il formaggio Pont l'Eveque, cugino del Camembert). Il gastronautismo ha lasciato spazio, senza alcun rimpianto, all'opportunismo in occasione dell'incredibile buffet "all you can eat" in cui montagne di ostriche, cozze, pesci, carni, verdure, formaggi e dolci di ogni tipo hanno riempito i nostri stomaci oltre i limiti dell'immaginabile, in barba alle regole più basilari dello slow food e dell'arte culinaria. E dopo cotanti banchetti, che bello tornare infine alla stuzzicante cucina della mensa universitaria!



