martedì, gennaio 20, 2009

Back to school

Poiché sembra che un epilogo dell'inaspettato sciopero degli assistenti che ha bloccato ogni attività didattica dal lontano 6 novembre 2008 sia ormai alle porte, è il caso di fare il punto sull'offerta formativa del sistema scolastico canadese, un argomento dal quale i miei numerosi ed affezionati lettori saranno senza alcun dubbio tanto distanti e poco informati quanto avidi di notizie. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono e come si presentano i corsi che ho frequentato durante la prima parte del quadrimestre autunnale, e che sono ora congelati in attesa della conclusione delle sempre avvincenti controversie sindacali.

ITEC 3020 Web Technologies

Si tratta di un corso di informatica alquanto elementare la cui principale caratteristica è quella di essere tenuto da un umarell proveniente da una zona non meglio precisata del mai abbastanza rimpianto blocco sovietico. Costui, oltre a punteggiare le sue noiosissime lezioni con battute apparentemente esilaranti a giudicare dall'ilarità suscitata nei presenti, è in lotta aperta con le forze oscure del Senato Accademico, che mettono bocca sullo schema di valutazione del corso impedendogli di far sì che una ricerchina a scaletta prefissata con tema "Il Social Networking" valga per il 30% del voto finale. Si rifà alzando indiscriminatamente i voti dell'esame parziale perché insoddisfatto dell'esito generale.

ITEC 4020 Internet Client Server Systems

Idealmente collocato nell'anno di studio successivo al precedente, il corso, del quale è titolare un docente rumeno detentore in passato di una cattedra al Politecnico di Torino, ha invece la pretesa di toccare in 40 ore di lezione tutto lo scibile in materia di progettazione e gestione di siti internet. Agli studenti riuniti in gruppi è richiesto, dopo aver letto qualche sintetico capitolo da uno scarno manuale e aver ricevuto l'illuminazione da parte dello spirito santo, di creare e gestire un'architettura client-server che supporti un sito internet dotato di tutte le tipiche caratteristiche dei social network di cui pullula il web 2.0. In questo contesto, mi sono specializzato nella selezione degli sfondi per i power point con l'ausilio dei quali vengono presentati di volta in volta alla classe i progressi del gruppo nello sviluppo del sito.

ADMS 4370 Data Analysis Systems

Tenuto da una minuta professoressa asiatica di nome Ng la cui flebile voce è difficilmente udibile da una distanza superiore al metro, e quindi anche dalla prima fila, da cui comunque a scanso di equivoci mi tengo ben lontano, la materia è dedicata all'utilizzo di uno specifico software di gestione dei database per mezzo del quale è possibile effettuare analisi di tipo statistico su campioni numerici di qualsiasi genere. La peculiarità di questo insegnamento riguarda l'elevato numero di esercitazioni che vengono assegnate nel corso del quadrimestre, le quali richiedono di estrapolare dai dati forniti, utilizzando un opportuno linguaggio di programmazione, indici e coefficienti vari e di utilizzarli per inferire sul comportamento dei fenomeni di volta in volta studiati. L'aspetto negativo è che il nesso tra un p-value minore di 0.005 e una maggiore incidenza dei disastri aerei nello stato del Nebraska continua a rimanermi del tutto oscuro, quello positivo è che ho smesso di preoccuparmene, perché per quanto mi arrovelli per fornire delle risposte sensate ottengo invariabilmente 3 punti su 4 su un totale finale di 100 punti.

ADMS 4460 Organizational Development

Altrimenti detto Sviluppo Organizzativo, è questo per il momento l'unico corso di area economico-manageriale, e tratta l'argomento del miglioramento dei processi e della struttura delle organizzazioni, in particolar modo nei momenti di crisi. Il docente è un istrionico Gallese il quale, fedele al metodo anglosassone, ormai applicato con crescente entusiasmo in tutto il mondo accademico, specie nelle discipline più astratte, da un lato fa sfoggio della sua loquela con discretto diletto dell'uditorio, dall'altro coinvolge gli studenti nella discussione, dando modo anche ai più timidi di sparare le minchiate più clamorose senza che nessuno batta ciglio, tanto più o meno ci si prende sempre. La classica materia, dopo le già apprezzate Economia e Organizzazione Aziendale L-B, Gestione Aziendale L e Comportamento Organizzativo LS, i cui argomenti rientrano immancabilmente in una delle due seguenti categorie: le banalità e le stronzate; o, nella maggior parte dei casi, in entrambe.

CSE 4214 Digital Communications

Insegnata da un giovane professore capace di presentarsi a lezione abbigliato come il Duma, è senza dubbio la materia più tecnica ed ingegneristica dell'intero pacchetto, e si dipana tra lunghi integrali che trascrivo fedelmente e labili nessi logici con il mondo reale che riempiono di vuoto il mio sguardo ma che non sfuggono ai miei colleghi che anzi intervengono anticipando e talvolta correggendo le deduzioni del docente. La platea è composta dalla più densa ed incallita schiera di nerd con cui mi sia mai capitato di condividere la stessa stanza (questo perché non ho mai partecipato ad un live di Vampiri). Uno dei suddetti individui è inoltre solito presentarsi accompagnato da un insulso cane di piccola taglia che non si astiene dall'abbaiare di tanto in tanto e dall'emettere disgustose flatulenze, ciò che fa sì che ci si riferisca alla classe in questione come "the dog class".

venerdì, gennaio 09, 2009

lunedì, dicembre 22, 2008

martedì, dicembre 02, 2008

Fish & chips

Ovvero: grazie mamma per avermi fatto italiano!
Oggi sono andato mangiarmi un abbondante haddock ricoperto da tanta pastella quanto era il suo peso, servito su un letto di grondanti patate fritte e generosamente irrorato di salsa tartara. Poi la cosa carina è che, incluso nel prezzo, ti prenotano trapianto di fegato e bypass coronarico, e per quando hai finito di mangiare tutto c'è già l'ambulanza che ti aspetta fuori.

lunedì, novembre 24, 2008

Spettacolo

Sabato sera, si esce in formazione base, due soli elementi agili e cinici, pronti ad adattarsi all'evolversi delle circostanze senza l'inerzia tipica dei gruppi numerosi. Gli ingredienti perfetti per serate spettacolari. Ore nove, appuntamento al locale Tex-Mex con finalità prettamente alcolica per chi è solito cenare ad orario germanico, gastronautica per le persone normali. Piatti stracolmi e colorati decorano ognuno dei tavoli intorno al nostro, l'obiettivo prefissato è quello di riuscire ad ordinare la portata col migliore rapporto porcata/prezzo. Missione compiuta, dal momento che per una dozzina di dollari mi faccio portare una montagna di Supreme King Nachos addobbati con un'interminabile serie di condimenti dal guacamole alla carne in salsa piccantissima passando per i fagioli, le cipolle, i peperoni e la crema di formaggio che richiederanno notevoli impegno e dedizione per essere fatti sparire dal piatto, a qualsiasi costo. Perché si sa, è una questione di principio. Nel frattempo, mentre lotto eroicamente contro i conati di vomito, il mio compagno di serata inizia a manifestare interesse misto a preoccupazione per certe slumate indirizzategli da una tizia procace che siede alle mie spalle e al fianco di un tizio enorme. Quando quest'ultimo si alza repentinamente venendogli incontro vedo il terrore balenare nei suoi occhi per un istante, subito spazzato via da un sospiro di sollievo: "uff, è gay!". Il tizio, orecchino sparluccicante, camicia nera, tergisudore nero al polso e pantalone in pelle nera, è professionale messaggero, forse di lunga esperienza: "la mia amica dice che sei figo, è il momento di andare fuori a fumare una sigaretta". Sempre fedeli al motto "non è il caso di essere scortesi", lascio il mio amico al suo dovere e mi faccio prestare la bici per fare nel frattempo una gita fino al bancomat. Nel preciso istante in cui usciamo, naturalmente, inizia a nevicare a vento noncurante dei 18 gradi di fino a due giorni prima, i quali mi avevano indotto ad uscire di casa leggerino, cioè con solo due maglioni e un impermeabile sopra le due magliette. Di ritorno al ristorante mi ricongiungo al mio socio, e insieme ci dirigiamo verso il vicino locale, dove, mi spiega, ha invitato la suddetta tipa a raggiungerci più tardi. Locale dove, tuttavia, già un'altra tipa avrebbe dovuto ben presto raggiungere il mio amico. Disorganizzato o amante del rischio? Sprovveduto o fine conoscitore delle leggi della statistica? Sarà la Storia a dirlo.
Ben presto la tipa del Tex-Mex fa il suo ingresso seguita soltanto dal suo amico. All'improvviso la prospettiva di una serata a quattro si fa inquietante per me vista l'iniqua distribuzione delle attitudini sessuali dei presenti. Il tempo di scambiare due parole e il mio compare mi si rivolge con sguardo inquieto profferendo un "oddio, questa qui è una che sa esattamente quello che vuole!". Annusata l'aria, mi alzo immediatamente, un attimo prima di rimanere invischiato in una situazione imbarazzante. Vado in giro per il locale divertito dalle circostanze, incrociando le occhiate ammiccanti del panterone nero, e interrotto di tanto in tanto dal mio amico che, complice la presunta incontinenza della sua amica, una siculo-canadese dai modi piuttosto spontanei, viene sempre più agitato a chiedermi consiglio su come evitare un tragicomico incontro a tre con la sopraggiungente invitata. Incontro che peraltro il sottoscritto non può che stare pregustando con impazienza, promettendo questo di mettere la ciliegina sulla torta di una serata da top-ten dell'assurdo. Ma le ore passano, la situazione non si evolve, e tra due chiacchiere con qualche altra cliente del locale tanto per passare il tempo e una canzone dei Vampire Weekend, finalmente la tipa toglie il disturbo insieme al suo silenzioso accompagnatore. Giusto in tempo per ricevere un sms di scuse dall'altra tipa che dice di non essere riuscita a finire di lavorare in tempo. E, ballando sulle note delle ultime canzoni prima di essere sbattuti fuori dal locale e andare a fare i conti con i Nachos di qualche ora prima nell'intimità delle proprie stanze, ci si può anche togliere la soddisfazione di rispondere, sollevati, con un classico "peccato che tu non sia venuta, sono stato qui ad aspettarti per tutta la sera!".

domenica, novembre 09, 2008

Trip

Il week-end cominciato martedì sera a causa dello sciopero degli assistenti e dei ricercatori che ha bloccato l'università, ha permesso di rallentare il ritmo e di ricaricare le batterie. Venerdì, al terzo giorno consecutivo di cazzeggio indisturbato, decido di partire in tarda mattinata per una gita nell'ancora inesplorata parte est della città. La meta, del tutto pretestuosa, è uno snack bar indicato, con buona ragione, come il ristorante più economico di tutta Toronto. Inforcata la bici, il tempo di preoccuparsi per la sua scarsa capacità frenante ed ecco che salta all'occhio l'innaturale oscillazione del pedale destro. Troppo poco per fare desistere l'intrepido esploratore dell'ignoto. Qualche chilometro in direzione di Bologna più tardi, oltrepassato il fiume che sfocia nel lago Ontario sembra di sbarcare nell'America un po' stanca e trasandata dei fratelli Coen. Proprio all'angolo tra due grigie strade trafficate sta una scaletta che conduce ad una porta sopra la quale campeggia l'insegna “Gale's Snack Bar”. Verrebbe da dire che varcata la soglia ci si ritrovi trasportati direttamente negli anni cinquanta, se non fosse che per l'appunto l'arredamento tradisce impetosamente i suoi cinquant'anni di età. Clientela colorita alla vista e all'olfatto, pavimento sconnesso, sgabelli tondi in similpelle arancione, tavoli infilati tra panche dello stesso colore, registratore di cassa d'antiquariato e bricco del caffè come da migliore tradizione cinematografica (i rabbocchi sono gratuiti) fanno da corollario alla tavola gialla del menu affissa dietro al bancone: fetta di torta, 85 centesimi; fetta di torta con gelato, 1 dollaro e quindici centesimi; club sandwich, 1 dollaro e 95 centesimi. Essendo in vena di scialacquare, mi concedo un panino al tacchino, 3 dollari, che naturalmente viene servito d'ufficio con patate fritte. Soddisfatto, mi metto sulla via del ritorno, e come da copione il pedale traballante, le cui condizioni si erano fatte via via più precarie pur senza che la mia determinazione ne risentisse, cede definitivamente a un paio di chilometri da casa. Che raggiungo con calma, non prima di una lunga sosta tra gli splendidi negozi di abbigliamento vintage di Kensington Market. A seguire, serata in locale con musica anni 80. E mi tocca andarci a piedi.

sabato, novembre 01, 2008

Halloween

Dopo essermi svegliato mercoledì mattina e aver trovato il campus imbiancato da una discreta nevicata autunnale, mi alzo dal letto due giorni dopo e il termometro dice 19° C. Il buonumore dovuto alla singolare prospettiva di vedere pinguini saltellare allegramente tra le palme da cocco nei prossimi mesi è però mitigato dalla consapevolezza di essere costretto tra le mura domestiche dall'ennesimo compito a casa del valore del 3% del totale finale da consegnare in serata. Tra una bestemmia e l'altra mi metto all'opera sbirciando dalla finestrella il sole che tramonta impietoso su quello che in teoria dovrebbe essere il mio venerdì libero. Per consolarmi del triste pomeriggio, verso le otto mi reco in un locale tipico a guardare la partita del Mago mangiando ali di pollo alla griglia con salsa all'aglio. Al tavolo di fianco al mio siedono Mario, Luigi, la Principessa Peach e il Fungo Toad. Finita la partita monto in sella e, sfrecciando tra zombie, vampiri ed infermiere sexy di vario genere, raggiungo il party di Halloween che ha luogo in un appartamento con pareti vetrate al ventunesimo piano di un grattacielo in pieno centro. Nonostante la mia principale preoccupazione sia quella di trovare una cannuccia che mi permetta di bere comodamente, tutti sembrano apprezzare molto la mia maschera e continuano a chiedermi che personaggio sono. I più esperti si arrischiano provando a citare qualche titolo di film che non conosco. Il mistero sembra destinato a rimanere irrisolto.

venerdì, ottobre 31, 2008

Decent family man

Woman: I don't trust Obama. I have read about him and he's an Arab.

Sen. John McCain: No ma'am, no ma'am. He's a decent family man, citizen that I just happen to have disagreements with on fundamental issues. That's what this campaign is all about. He's not, thank you.

domenica, ottobre 26, 2008

1 mese 25 giorni 2 ore e 4 minuti

Tutto sommato ho resistito abbastanza. Ma si sapeva che prima o poi sarebbe successo. Il doloroso incontro tra l'architrave e la mia scatola cranica.

giovedì, ottobre 23, 2008

ATTENDANCE AND PUNCTUALITY AND GROUND RULES

Students should attend all class sessions. As examinations are based on material covered in class as well as other material, failure to attend class will likely result in poorer performance.

Students are expected to be in class on time. Persistent late arrival will impact participation grade.

Students who use computers in class for activities other than that related to the class will receive a grade penalty.

There will be no eating in class. Any student arriving in class with lunch/dinner etc will be asked to leave and not allowed to return.

Mobile phones should be switched off. On the second occasion a mobile phone rings in any given class session the remainder of the class will be abandoned.

mercoledì, ottobre 22, 2008

Manteniamo la calma

Alle tre del pomeriggio, fa due gradi e nevica. Tutti gli stranieri sono incredibilmente eccitati, mentre gli autoctoni vanno in giro in maglietta. O indossano una felpina, se proprio sono freddolosi.

Quando ti manca il sudoku

Sabato sera ero invitato a una festa in una stanza al campus. Per arrivare, un'ora e mezza di tempo, quasi interamente trascorsa a ringraziare Allah di non vivere in quel posto di merda.

lunedì, ottobre 13, 2008

Algonquin is burning

Facciamo un week-end al parco naturale.
Evviva il parco naturale.
Ci immergiamo nella natura.
Bisogna noleggiare le macchine e prenotare i cottage.
Facciamo organizzare tutto agli altri perché non abbiamo lo sbatti.
Il noleggio è in culo al mondo.
I cottage sono in culo al mondo.
Amo il cambio automatico perché fa tutto da solo.
Odio il cambio automatico perché fa tutto da solo.
Amo il cruise control perché è una sborata.
Che cazzata il cruise control.
Che bella la stufa a legna.
Che freddo porco con la stufa a legna e cinque gradi fuori.
Questa legna è umida mettiamola sopra la stufa per farla asciugare.
Hai lasciato la luce accesa in casa? No. Allora casa tua sta andando a fuoco.
Come fa uno a immaginarsi che la legna appoggiata sulla stufa rovente prende fuoco.
Scusa scemo io.
Vedo il mio respiro che si condensa da sotto le coperte.
Se davo fuoco al mio cottage almeno avevo più caldo.
Indosso tutti i miei indumenti uno sopra l'altro.
Che bello il colore delle foglie in autunno.
Che bello l'autunno canadese quando ti coglie di sorpresa in mezzo a un parco naturale senza riscaldamento.
Che bella la passeggiata nella foresta di aceri.
Che bella un'altra passeggiata nella foresta di aceri.
Che due maroni 'sti aceri.
Che bello il barbecue intorno al fuoco.
E' finito il pane che buono il panino di hamburger ripieno di cipolle.
Che buoni i marshmallows.
Che porcata i marshmallows.
Speriamo di avvistare qualche alce.
Anche un orso andrebbe bene.
Anche un castoro andrebbe bene.
Carino lo scoiattolino.
Che sfigati sti scoiattolini.
Che poi alla fine sono topi con la coda pelosa a righe.
Che bello questo panorama.
Bello il panorama, ma guido da tre ore e tutti dormono.
Che palle guidare per quattro ore e mezza.
Bastardi almeno non dormite.

martedì, settembre 30, 2008

Italiano, terrone che amo

La vita da emigrato, si sa, è sempre dura. Separarsi dalle proprie abitudini nei diversi ambiti della vita quotidiana, dalle più radicate alle più superflue, costa fatica e può causare stress, malumore e spaesamento. Per questo è sempre consigliabile garantirsi una certa dose di certezze, sulle quali poter contare e nelle quali potersi rifugiare quando tutto intorno a sé sembra distante ed ostile.
Inevitabilmente, nel mio caso, la scelta è caduta sul campo alimentare. Pur tenendo alta la bandiera del gastronautismo, più che mai a suo agio in un paese nel quale alla sostanziale assenza di una cucina locale fa da contraltare un'offerta gastronomica praticamente onnicomprensiva, la mia spesa al mercato si rivela degna del più tradizionale esemplare italiota, con tanto di canottiera sudata e catenina d'oro al collo. Non mancano dunque nella mia credenza: olio De Cecco, pasta e sugo Divella, Grana Padano (in assenza del Parmigiano Reggiano, non me ne vogliano i puristi), acciughe di Cefalù e gli indimenticabili crackers Doriano, quelli che mi fanno sentire ancora al piano nobile del Minghetti durante l'intervallo. L'apoteosi qualche giorno fa, quando, entrando nel negozio di formaggi, mi cade l'occhio, dentro al frigo, su di una forma che mi appare subito familiare. Mi avvicino, e non posso non distinguere a chiare lettere la scritta piave impressa sulla crosta. Il Piave, quel formaggio veneto che a Bologna non lo trovi e lo devi andare a comprare apposta ad Alleghe. Gli occhi umidi, chiedo di tagliarmene una fetta. Me ne fa assaggiare un po', lo metto in bocca commosso mentre il commesso mi chiede: "così va bene?". Facciamo un po' di più, gli dico, trattenendo le lacrime. A posto così? Sì grazie, quant'è. Tredici dollari. Non ce la faccio più, e piango. Ma è stato bellissimo.

martedì, settembre 09, 2008

In effetti alla sera non so proprio cosa fare

Sabato, sveglia a mezzogiorno e pomeriggio sperperato malamente davanti al computer tra skype e i soliti quattro siti in croce. Di tanto in tanto mi viene in mente qualcosa di utile da controllare, così a un certo punto finisco sulla pagina del mio armonicista preferito, pensando che magari, in otto mesi, almeno una volta gli capiterà di suonare da queste parti, o a me di capitare dalle sue (dopo che con sommo rammarico mi ero perso la sua esibizione a Rovigo di un anno fa [bastardi nessuno c'è voluto venire!]). Controllo la lista dei concerti, ce ne sono giusto una dozzina di cui la metà in Nuova Zelanda. Il primo, però, è in Ontario. Guardo la data: è stasera. Cerco il posto: 20 minuti di metropolitana dal centro. Piango per l'emozione.
Sulle prime rimango spiazzato, avevo accettato l'invito ad un party etilico alle nove al quale intedevo far infiltrare una comitiva di tedeschi, e ad un afterhour jazz dall'una in poi. Decido infine di sbattermene, corro in stazione, prendo il treno e giungo nella sperduta località in cui ha luogo il festival blues. Assisto al concerto immerso in una platea costituita esclusivamente da migliaia di umarells, ciascuno dei quali si era portato da casa la sedia pieghevole e un bel giubbino (anzi, giubino), perché si sa che alla sera fa freschino, specie in riva al lago. Il mitico Charlie sembra un ragazzino, suono pulito e voce che si scalda canzone dopo canzone. Faccio ritorno a Toronto downtown giusto in tempo per trovarmi all'appuntamento al baretto jazz abusivo, dove incontro i tedeschi entusiasti della festa alla quale si erano sportivamente presentati come miei amici tra lo stupore dei presenti. Il posto si va via via riempiendo di note e di gente assurda, finché verso le quattro, quando ormai non si riesce più a muovere un passo e tantomeno ad ascoltare la musica, decido di fare ritorno a casa. Una bella camminata di mezz'ora, due procioni che mi guardano da un albero di fronte casa. Che storia.

giovedì, settembre 04, 2008

Paese che vai, usanze che trovi

Finalmente spensierato e libero di sputtanarsi le giornate come più gli aggrada, il vostro antropologo preferito ha deciso di calarsi nella cultura nordamericana trascorrendo una serata all'insegna delle più veraci tradizioni indigene. Il programma, con inizio nel tardo pomeriggio, era così concepito. Cena in un ristorante tipico, Kentucky Fried Chicken. Siccome ci tengo a non sembrare un turista schizzinoso che non si fida della gastronomia del posto, mi faccio dare il panino più ripieno possibile con supplemento di tutte le salse che mi vengono offerte, compreso un barattolo da 100 ml di uno strano sugo marrone al sapore di pollo dentro al quale, per non sbagliare, inzuppo tutto quello che mi capita a tiro, esclusa la Pepsi. Seppure stordito dall'acidità di stomaco mi lancio di corsa all'appuntamento con i colleghi internazionali, giungendovi con quindici minuti di ritardo, ovvero appena in tempo per aspettarne altri cinque prima di vederli arrivare serafici annunciando di aver tardato per cenare. Si prende posto nei nosebleeds e si apprezza il panorama della CN Tower che sovrasta l'arena. Dopo gli undici interminabili inning necessari a decretare un vincitore, la considerazione principale che emerge è sostanzialmente una: il baseball non è uno sport. Si tratta in realtà di una trovata di marketing diabolicamente congegnata dai produttori di patatine e bevande gassate, non esiste alcun'altra spiegazione. Per dare un'idea delle sensazioni suscitate dallo spettacolo utilizzando un paragone accessibile, si immagini di assistere ad una sfida ai calci di rigore della durata di oltre tre ore e mezza, resa più varia da jingle sparati a tutto volume tra un tiro e l'altro e da regole spesso apparentemente prive di ogni logica. Inevitabile di conseguenza il ricorso compulsivo ad attività quali il saluto isterico al maxischermo e il consumo di grassi saturi di varia origine, alle quali la partita sembra limitarsi a fare stancamente da contorno. Meritevole, a onor del vero, il momento in cui il tetto semovente dello Skydome si è chiuso sopra le nostre teste tra scenografiche rotazioni e scorrimenti di carrelli e lamiere. Ed infine, sulla solitaria strada di casa, non poteva mancare una sosta per chiudere in maniera coerente l'esperimento culturale, rifornendosi di una bella ciambella glassata al cioccolato. (avviso ai parenti: le abitudini alimentari descritte sono state enfatizzate e sono da ritenersi comunque non rappresentative della normale dieta dell'autore)

martedì, settembre 02, 2008

La mia vita su Craigslist

Dopo una pausa estiva più lunga del solito riapre i battenti Ciavemoimoscioli nell'accattivante versione canadese (in tutto e per tutto identica a quelle nantese e bolognese, salvo per l'ambientazione più esotica delle stronzate in esso contenute).
La vita delle ultime due settimane, per quanto ricca di avvenimenti curiosi ed eccitanti bastanti per riempire pagine e pagine di cronaca (e di cui invece, ahinoi, non rimarrà nessuna testimonianza ai posteri) ha ruotato sostanzialmente intorno alla necessità di scacciare la sempre più inquietante prospettiva di una vita senza fissa dimora alla mercé del tanto paventato benché non ancora incombente inverno torontiano. Vale pertanto la pena di illustrare il funzionamento del mercato immobiliare nell'area urbana di Toronto, il quale ha dettato i ritmi delle mie recenti giornate con implacabile severità. Ecco dunque a voi la

Guida essenziale per l'aspirante possessore di un posto letto a Toronto downtown

1) Craigslist non è un sito di annunci. E' una chat.
2) Inviare e-mail non sarà perciò di alcuna utilità. Sessanta secondi per inviare il messaggio con copia e incolla sono troppi anche se leggi l'annuncio in tempo reale. Per allora la camera sarà già stata affittata.
3) E' necessario pertanto disporre di un telefono, in quanto non esiste di fatto nessun modo alternativo per procurarsi un appuntamento.
4) Essere di madrelingua inglese potrebbe non essere sufficiente per sostenere una conversazione telefonica con un padrone di casa coreano o indiano.
5) Il centro di Toronto richiede circa due ore per essere attraversato a piedi, il che favorisce l'abbinamento della ricerca di una casa con un programma di preparazione atletica agonistico.
6) Ora che finalmente stai visitando una camera, non illuderti. Qualcuno l'ha già vista prima di te.
7) Se nessuno l'ha ancora vista, gli altri coinquilini sceglieranno comunque qualcun altro al tuo posto, anche se è arrivato dopo.
8) Le uniche opportunità disponibili si presenteranno a due a due. Ciò farà sì che tu le perda entrambe.
9) Mentre prendi confidenza con i punti dall'uno all'otto, ci si renderà conto che gli ostelli sono completamente prenotati di lì a due settimane, e che alberghi a meno di 150$ a notte non se ne trovano.
10) Dopo aver versato sangue, sudore e lacrime sei finalmente riuscito in qualche modo a trovare un alloggio. Complimenti! Ora non ti resta che vagare per le stradine residenziali raccogliendo articoli di arredamento in disuso messi a disposizione dei passanti dai precedenti proprietari. Avvertenza: per i divani a due piazze, se si è sprovvisti di un mezzo di trasporto sufficientemente capiente o quantomeno di un sodale abbastanza robusto, è consigliabile rifornisi esclusivamente nel raggio di poche decine di metri dalla propria abitazione. Abitare in un seminterrato renderà inoltre più facile il trasporto del divano medesimo al piano di competenza.

sabato, luglio 12, 2008

Volevo ben dire

Veltroni ci spiega che "posizioni come quelle della Guzzanti hanno portato Alemanno in Campidoglio". Per fortuna. Quasi m'era venuto il dubbio che per una volta non fosse colpa della sinistra.

mercoledì, luglio 02, 2008

L'artista della tartina

Per la prima volta dopo anni si decide di fare un salto nell'ignoto e di sperimentare una nuova destinazione per l'aperitivo. E' cosa nota che i locali da aperitivo si dividano generalmente in due categorie: quelli in cui i cocktail fanno schifo e quelli in cui i cocktail fanno schifo ma almeno ci si può sfondare di roba da mangiare di pessima qualità. Consapevoli ma non rassegnati optiamo per dare una chance al Cicileo Cafè, le cui recensioni al riguardo sembrano essere in verità piuttosto lusinghiere. Decido di testare subito la perizia della barista ed ordino la prova del nove dei cocktail, un Mojito, che si rivelerà di pregevole fattura. Ma non è tutto: siccome ci sono da aspettare cinque minuti perché manca il rum ci vengono ammannite due flûte di birra come gentile ricompensa per l'attesa! Tra un'arachide e un lupino ci si inizia a domandare se e quando sarà possibile mangiare qualcosa di più sostanzioso, quando dietro la vetrina del bar adocchiamo alcuni vassoi di tartine che un ragazzo sta farcendo minuziosamente senza risparmio di ingredienti e facendo sfoggio di mirabile fantasia compositiva. Completata l'opera, i vassoi vengono esposti alla clientela e razziati nel giro di pochi secondi. Imperturbabile, l'artista della tartina si rimette all'opera e ricomincia a cimentarsi nella preparazione di altre prelibatezze, dal grana con carambola, aceto e pistacchi, a salsine di formaggio, caviale, pesto, pomodori e frutta varia tutte combinate nelle maniere più impensabili e stupefacenti. Molti vassoi più tardi, dopo l'ultimo giro di tartine dolci, quando ormai si è fatta una cert'ora, scatta liberatorio l'applauso per lo chef, che ringrazia dicendosi stimolato a fare ancora di meglio. Insomma, il Cicileo Cafè scala in un sol colpo la classifica dei migliori bar di Bologna piazzandosi indiscutibilmente ai primi posti: ottimi cocktail, tartine spettacolari, e non avete ancora visto il cesso! Fidatevi, ne vale la pena.

sabato, giugno 14, 2008

Il favoloso mondo segreto dell'umarell

Scendere in cantina a prendere la bici prelude spesso ad un incontro con il simpatico umarell abitante del piano terreno, il quale sembra trascorrere buona parte delle sue giornate negli umidi meandri che si celano sotto il nostro accogliente condominio. Il cerimoniale si svolge sempre secondo le stesse modalità: se il cordiale vecchietto è intento nei suoi interminabili traffici sotterranei, la sua presenza sarà annunciata dal cancello in cima alle scale, che troverete aperto; la luce sarà spenta, ma questo non vi tragga in inganno, giacché il vero umarell è pienamente autosufficiente e non intende certo gravare sul bilancio condominiale illuminando a ufo l'intera cantina; la porta comune sarà chiusa, ma non a chiave; il rumore derivante dalla sua apertura serve infatti a mettere in guardia l'umarell, il quale, udito lo scalpiccio, si affaccerà sul corridoio giusto in tempo per vedervi sbucare da dietro l'angolo e salutarvi tanto più giovialmente quanto più frequenti sono i vostri passaggi in zona. A quel punto, egli pronuncerà la frase di rito: “non chiuda mica a chiave l'uscio quando va via. E spenga pure la luce”. L'esperienza vi insegnerà ad anticipare il vecchietto rassicurandolo voi stessi per tempo circa le vostre intenzioni a riguardo.
Ma l'umarell, si sa, seppur diffidente ama in realtà condividere le sue esperienze ed abitudini. Raggiunta una certa confidenza, dunque, è possibile che egli decida un giorno di iniziarvi finalmente al suo fantastico mondo segreto. Dietro una banale domanda umarellica, inerente generalmente la pessima abitudine di qualche condomino di fare casino dopo le dieci di sera, potrebbe infatti celarsi la volontà di mostrarvi il suo misterioso regno, sul quale troppe volte avete fantasticato incuriositi: e così, prima che possiate rendervene conto, vi troverete circondati da decine di bottiglie artigianali di lambrusco, biciclette d'epoca perfettamente mantenute ed attrezzi di ogni tipo. La candidatura per qualsiasi lavoro di ciappinaggio (perché si sa che da quando c'è l'euro è sempre un salasso) e un rapido accenno a come a 81 anni non si riescano più a saltare i fossi per il lungo come a 80 concluderanno infine il vostro viaggio nello spensierato ed operoso universo INPS. Allontanandovi, mentre ringraziate e vi complimentate con l'umarell, non potrete non notare il sorriso gioioso e soddisfatto che si allarga sul suo viso.

giovedì, giugno 05, 2008

Sulla buona strada

Come in un déjà vu, la nostra amministrazione comunale ha deciso di imboccare risolutamente la via che ci porterà al disastro, come già nel 1999, quando fu eletto Guazzaloca, e poche settimane fa a Roma, con il suicidio targato Rutelli. Continuiamo così, e l'obiettivo, ancora una volta, non potrà sfuggirci.
Dopo aver finalmente rasserenato la popolazione circa la decisione di ricandidarsi alle prossime elezioni, nonostante dia l'impressione di avere a cuore le sorti di Bologna pressappoco quanto uno sversatore abusivo di rifiuti tossici di Casal di Principe tenga a quelle dell'entroterra campano, il nostro sindaco, con una brillante trovata, ha individuato la soluzione al tanto lamentato problema del “degrado” che minaccia di privarlo di diverse migliaia di voti. L'ineffabile primo cittadino ha dunque ritenuto di bonificare la zona universitaria ed i suoi dintorni non già ponendo un freno ad una lunga serie di comportamenti incivili e/o criminali quali, a titolo di esempio ed in ordine sparso, lo spaccio di droga, la deiezione all'aria aperta, il furto e la ricettazione di biciclette, l'ubriachezza molesta e il danneggiamento dell'arredo urbano, la cui repressione non è affatto remunerativa e anzi fa pure un po' schifo, ma vessando, a suon di un biglietto arancione alla volta, gli indecorosi e temibili individui che osano posare il proprio deretano sul suolo pubblico. Appare pertanto evidente come il problema delle piazze bolognesi, secondo il nostro sindaco e i suoi solerti collaboratori, risieda in coloro che le frequentano tout court, a prescindere da cosa essi facciano. Contro il degrado, dunque, niente macchine, niente motorini e, soprattutto, niente persone. Se tutto va bene, tempo cinque o sei anni, la gente avrà capito che per godersi finalmente in pace Bologna sarà meglio essere altrove.

lunedì, maggio 12, 2008

Il mondo alla rovescia

Sono sbalorditive e ripugnanti le reazioni seguite al recente intervento di Marco Travaglio a "Che tempo che fa". E' tuttavia necessario non astenersi dal ristabilire, ancora una volta, la verità. Chi infatti avesse la sventura di utilizzare come fonti di informazione il Tg1 o la Repubblica, potrebbe essere indotto a ritenere che Schifani sia stato "offeso o insultato senza avere avuto opportunità di contraddittorio". Più o meno quello che è capitato, cito un esempio a caso, ad Antonio Di Pietro, quando Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale, portato in braccio da un Vespa che ben si è guardato dal "dissociarsi", lo ha diffamato in sua assenza nel salottino di Porta a Porta sostenendo, senza mezzi termini e prova alcuna, che il suo titolo di studio fosse in realtà un documento falsificato con l'appoggio dei servizi segreti. Non vi ricordavate nemmeno che questo episodio fosse successo? Strano.
Ciò che più sconvolge ed amareggia, ancora una volta, non sono tanto le reazioni indignate dei vari esponenti della banda di manigoldi che siede al governo, sinceramente increduli che fatti accertati ma sgraditi possano essere riportati impunemente in televisione da qualche incosciente delatore, quanto il biasimo proveniente da chi avrebbe non il diritto ma bensì il dovere di esigere che venga fatta piena luce su fatti di una tale gravità. Ma è pur vero che siamo stati capaci di ignorare ben di peggio, e che la nuova linea dettata dai vertici dell'opposizione prevede l'abbandono dell'ormai stantia tattica di demonizzazione dell'avversario. Anzi, vediamo d'ora in poi di non creargli troppi fastidi, che se facciamo i bravi magari riusciamo a farci elargire qualche avanzo.

sabato, aprile 26, 2008

Snap!

Ci sono cose nella vita che o si sanno fare o non si sanno fare. Fischiare, ad esempio. Uno che non sa fischiare, non passerà generalmente i suoi giorni nel tentativo di imparare a farlo, tristemente rassegnato ad accettare passivamente questa sua menomazione. Aprire le bottiglie di birra con l'accendino è un'altra di queste cose. Dopo essersi dilaniato inutilmente qualche decina di volte il pollice sinistro nel tentativo di fare leva con l'accendino così da fare saltare la capsula, l'individuo in questione si farà una ragione di un simile stato di cose e demanderà ad altri tale glorioso compito. Per fortuna, però, esistono anche momenti in cui i propri sforzi pluriennali vengono premiati, e nuovi, infiniti orizzonti si aprono davanti agli occhi. E così un bel giorno, snap!, ecco la capsula volare in cielo roteando con mille piroette e atterrare a qualche centimetro di distanza tra gli applausi scroscianti degli astanti. Finalmente ho capito come cazzo si faceva!

venerdì, aprile 18, 2008

domenica, aprile 13, 2008

Il punto

Perché, alla fine, il punto è: bisogna scegliere tra due partiti di destra con programmi estremamente simili. Uno dei due è guidato da un malfattore plurindagato, bugiardo, antidemocratico e colluso con la mafia. Se le opzioni sono queste, mi dispiace ma non mi sta bene. Voterò Sinistra Arcobaleno, trattenendo il vomito, perché l'unica alternativa possibile sarebbe astenersi, e assistere inermi e silenziosi alla scomparsa definitiva della sinistra in Italia. E ora vado al seggio. Alla svelta, prima di cambiare idea.

martedì, aprile 08, 2008

Hanno la faccia come il culo

E' meritevole di attenzione il proseguimento della campagna diffamatoria nei confronti della sinistra da parte delle gerarchie del nuovo partito di centro-NONsinistra e dei suoi affiliati a vario titolo. La Stampa riporta le ennesime dichiarazioni vergognose, che dimostrano ancora una volta la totale assenza di senso del pudore del loro autore: "Mastella «ha tradito, non c'è dubbio. E il modo in cui l'ha fatto dimostra mancanza di senso dello Stato» spiega Prodi, ma la colpa vera è di chi «ha minato continuamente l’azione del governo, di chi ha fatto certe dichiarazioni istituzionalmente opinabili». Non una parola su Bertinotti, ma un elogio a Veltroni, che «ha fatto la scelta giusta: correre da soli»".
E' appena il caso di ricordare come l'ala sinistra della coalizione, da Mussi a Bertinotti, si sia limitata a chiedere il rispetto di un programma di cui è stata fatta quasi esclusivamente carta da culo, e come, nonostante l'ingiustificabile deriva clerico-centrista del governo, abbia chinato il capo continuando a votare sempre secondo le indicazioni di Prodi. Simili bassezze denigratorie, tese a rubacchiare voti a sinistra dopo aver scelto di correre "da soli" (si è poi visto quanto da soli), sono aberranti e inaccettabili. Stando così le cose, non voterei PD nemmeno se il candidato premier del centro-destra fosse Saddam Hussein.

lunedì, aprile 07, 2008

Tira una brutta aria

Casomai non l'avesse ancora fatto, Veltroni ha infine passato il segno. Affermare che Bertinotti abbia "segato l'albero del governo Prodi dal primo giorno in cui e' cominciata questa legislatura" costituisce l'ennesima, colossale falsificazione, destinata a non essere smentita in alcun modo da un'informazione smaccatamente indecente e a passare alla storia agli occhi dell'imbelle opinione pubblica come la leggenda che al papa sia stato impedito di parlare alla Sapienza. Ma come stupirsi di una tanto volgare e grossolana manipolazione della storia recente, da due anni a pochi mesi fa, se siamo ormai del tutto assuefatti a come la realtà venga falsificata in diretta, sfruttando nemmeno la memoria corta dell'italiano medio, ma addirittura la sua totale incapacità di percepire correttamente qualsivoglia informazione, fosse anche la più insignificante.
Cosa dire allora a quei poveri imbecilli, e saranno almeno un elettore su tre (cioè, se non siete tu e tua sorella, è quasi certo che sia il tuo giornalaio. O il tuo fruttivendolo. Probabilmente, in ogni caso, l'idraulico), che anche questa volta voteranno per Berlusconi? In quale paese democratico un politico può dire stronzate clamorose a ripetizione, tipo facendo insider trading diffondendo notizie false, così, come se niente fosse, a tre, due, una settimana dalle elezioni, senza che questo danneggi minimamente la sua reputazione?
Che poi, a questo punto, mi sento quasi inadeguato io, a provare un certo disagio se il lider del partito di centro-NONsinistra è un personaggio che dichiarava, giusto cinque anni fa, che al termine della sua esperienza come sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla politica. Cinque anni fa! Tutti si smentiscono nel giro di qualche ora, uno che cambia idea in cinque anni è praticamente un uomo di parola!

giovedì, marzo 20, 2008

venerdì, marzo 07, 2008

Appello

Per una volta un post ad personam. Ma si tratta di un appello che credo e spero possa vedere più voci unirsi alla mia in un'unica invocazione: Mullah, abbandona quella piattaforma fascista e illiberale che è MySpace Blogs. Oltre a fare schifo, opinione personale di per sé poco significativa, preclude ai non iscritti (ovvero il 96% dei tuoi lettori, cioè tutti meno il Comandante Cobra quando non gioca a Worms e il Dottorkappa) la possibilità di commentare i post. E cos'è un blog senza commenti, se non la negazione dello spirito fertile e collaborativo alla base del web 2.0? Allora tanto vale che mandi un'e-mail circolare di tanto in tanto, così eviti almeno di arricchire Rupert Murdoch! Questo accorato appello nasce dall'ennesima perdita per l'umanità intera, che si è vista privata ancora una volta di un mio salace intervento, il quale avrebbe potuto arricchire le menti di milioni di internauti, e cadrà invece nell'oblio andando perduto per sempre. Rifletti.

giovedì, febbraio 21, 2008

venerdì, febbraio 15, 2008

Il dubbio si insinua

Col passare dei giorni, la mia sicurezza viene meno. Fino a poche settimane fa avrei ritenuto assolutamente impossibile l'eventualità di votare Veltroni e il suo codazzo di teo-dem-ex-dc-pseudo-com dalle poche idee ma molto confuse. Il disgusto era tale che avrei preferito votare direttamente Silvio, per la serie "facciamoci del male, se è questo quello che ci meritiamo", piuttosto che avere sulla coscienza il peso della responsabilità di aver contribuito a cedere ulteriori metri, gli ultimi centimetri rimasti, in verità, nei confronti di coloro che la parola "sinistra" sembrano quasi vergognarsi a pronunciarla. Come delegare a rappresentarmi personaggi incapaci di opporsi almeno timidamente alle gerarchie ecclesiastiche, colpevolmente responsabili del persistente strapotere mediatico e dell'impunità di Berlusconi e dei suoi amici, tesi soltanto a preservare i loro benefici a costo di ricorrere alle più losche ed aberranti collusioni, troppo deboli e timorosi per avanzare decisamente su qualsiasi fronte che possa più o meno dispiacere alle cosiddette ali moderate?
Quale però la reale alternativa? Quale il senso di dare piuttosto il voto ad una forza politica più arraffazzonata che veramente composita e plurale, destinata con ogni probabilità a fare opposizione e vagamente sollevata da una simile prospettiva? E' forse il nostro destino ineluttabile di prendere atto della morte dell'ideologia, e di comportarci di conseguenza, rinunciando a tendere a ideali assoluti per accontentarci di volta in volta dei meno peggiori? E se alla fine, a forza di fare così, rimanessero solo quelli?

sabato, febbraio 02, 2008

Incubo pomeridiano

La vista traballa, la mente si annebbia, strappata al suo pigro dovere e trascinata a fondo dagli artigli carezzevoli delle occulte creature che abitano i più oscuri recessi degli abissi psichici. Il torpore si impossessa delle estremità, e mostri umidi compaiono uno alla volta, senza svelarsi del tutto, tanto più terrificanti perché difficili da riconoscere. Il metasogno lascia affiorare il disagio, poi la paura, la disperazione folle di non riuscire più a rimettere la testa fuori, di riprendere il controllo. Infine gli occhi si riaprono. Ma questa volta, non c'è sollievo. La testa continua a girare, mentre tutto inizia ad assumere un senso. Un senso che dà un volto ai mostri, ma non li dissolve. Forse l'incubo non è finito.

venerdì, febbraio 01, 2008

Operai

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

mercoledì, gennaio 16, 2008

Non si può parlare di tutto, ma anche sulle dimissioni di Mastella ci sarebbe da farsi due risate!

Peccato che Pinochet sia morto e che Erich Priebke non sia troppo in forma, perché altrimenti avremmo potuto invitare anche loro ad inaugurare l'anno accademico alla Sapienza. Di sicuro, l'impatto mediatico sarebbe stato altrettanto notevole. Inoltre, la loro presenza sarebbe stata comunque meno inopportuna di quella del pastore tedesco, il quale, a differenza dei primi, ha come principale impiego quotidiano quello di ingerire in maniera inaccettabile nella società e nel dibattito (se un termine così nobile si può utilizzare per designare la serie di grugniti che giornalmente ci vengono riferiti dai nostri solerti ed indipendenti mezzi di informazione) politico italiano. Ciò che più sconvolge, tuttavia, è il coro unanime di condanne provenienti dalla sempre più folta schiera di intellettuali di varia caratura e inclinazione ideologica, destinate naturalmente non al papa più retrogrado, arrogante ed integralista del dopoguerra, ma a coloro che, indignati, hanno ritenuto inaccettabile l'ennesimo atto di subordinazione nei confronti della gerarchia ecclesiastica. Ma quale altra reazione è lecito attendersi, nei confronti di chi non fa altro che porsi con protervia e intolleranza per imporre alla collettività le proprie convinzioni personali, in totale spregio, lui sì, al pluralismo, alla libertà di coscienza e, soprattutto, alla laicità dello Stato?

giovedì, gennaio 10, 2008

Back to earth

Al devastante party post-laurea ha fatto seguito un lungo quanto meritato periodo di riposo che mi ha visto diviso tra le (poco) innevate vette alpine, i classici pranzi natalizi con i parenti anconetani, feste etiliche al termine delle quali risultavo incredibilmente essere l'unico sobrio e qualche giorno di cazzeggio nella sempre magica Ville Lumière. Ora che il brusco ritorno alla realtà mi ha fatto riprendere contatto con i piccoli problemi del cazzo che ti fanno perdere le giornate all'inseguimento di questo o quello, il tutto accompagnato dall'inquietante sottofondo di archi dell'ansia per gli esami non dati e da dare che ti si aggrappa alle caviglie, ebbene, adesso è il momento di avanzare qualche inutile considerazione, tanto per sparare un po' di sentenze a mo' di aforisma, senza dare spiegazioni:
  • la storia dei cattivi propositi è una discreta cazzata;
  • ad ogni modo, io ho solo buoni propositi: d'ora in avanti, stile di vita sano, poco alcool e tronche, tanta attività fisica, frutta e verdura. E vaffanculo;
  • un giorno non troppo lontano andrò a vivere qualche mese in Spagna per imparare lo spagnolo. E non rompete le palle col cinese, a quello ci pensiamo poi un altra volta, casomai;
  • vediamo se l'idea di Ale circa la nostra carriera radiofonica va in porto;
  • forse dovrei passare alla Apple;
  • da quando sono alle scuole medie mi riprometto di iniziare a studiare in anticipo e non soltanto la settimana prima dell'esame. Dubito che ce la farò mai, ma l'importante è non perdere la speranza;
  • happiness is a warm gun. Sì, sto ascoltando la colonna sonora di Across the Universe, e allora? Se non l'avete visto reperitelo e guardatevelo, è bello;
  • ormai è troppo tardi per diventare una rockstar. Merda;
  • non c'è niente da fare, il latino e il greco se non li tieni in esercizio te li dimentichi;
  • tralasciamo di dire che non esistono più le mezze stagioni e che da quanto c'è l'euro, signora mia, fare la spesa è un salasso;
  • che poi ieri un litro di verde 1,411 euri, cristo;
  • potrei andare avanti così per ore;
  • può bastare.
Appendice: mamma mia che linguaggio scurrile! Questo post inaugura l'era HARD CORE di Ciavemoimoscioli! Yeah!

mercoledì, dicembre 19, 2007

Grazie ragazzi

Per aver cercato di uccidermi ridendo di me nel frattempo. No, sul serio, grazie a tutti. E' stato un bel party. Credo.

domenica, dicembre 09, 2007

Fine della ricreazione

"A Luttazzi è stata data piena libertà, ma di questa libertà era necessario fare un uso responsabile". Con questa paradossale giustificazione, si è cercato di far passare la sospensione di Decameron, il programma satirico di Daniele Luttazzi, come un atto dovuto in risposta alla sconsiderata ed autolesionista volgarità dell'autore. Come dire, libertà totale, ma di fare quello che diciamo noi. E' però necessario non accettare rassegnatamente quest'ennesimo sopruso, dietro al quale sembra risiedere non la semplice insofferenza di un laido ciccione bavoso (spero di non meritare una querela per questo, si tratta di una semplice descrizione morfologica) per una battuta nemmeno particolarmente memorabile, ma un preciso disegno politico, insofferente ai fatti declamati da Luttazzi, più che alla sua ironia, e al suo strepitoso e forse inatteso successo di pubblico. Un comico che dice cose scomode, viene così accusato di non far ridere o di essere volgare al fine screditare il suo intero discorso. Bisogna dunque denunciare con forza come la notizia della sospensione del programma sia stata censurata dall'edizione serale del tg di La7, e gli atti di intimidazione fisica subiti da Luttazzi stesso. Non perché la rete non possa fare a meno del mio sfogo di indignazione e frustrazione (l'ennesimo, guarda caso), ma affinché non si perda di vista la verità, troppo facilmente manipolata con motivazioni pretestuose in favore dei consueti interessi politici.

giovedì, dicembre 06, 2007

Le ultime parole famose

"Ci teniamo oggi - proclamava Diliberto il 29 aprile 2007, poco più di sette mesi fa - domani, per sempre, il nome, il simbolo, la stella e la bandiera d'Italia. La nostra sfida è il contrario dell'abiura. Dentro la sinistra ci andrà ciascuno come gli pare e noi entreremo da comunisti nella sinistra senza aggettivi".
L'arcobaleno. A raccontarlo, non ci si crede. I simboli dei partiti stanno convergendo. I colori si attenuano, il bianco, il rosso e il verde passano in primo piano. Ci si accalca verso il centro. Non c'è via d'uscita. A questo punto credo non resti che la rivoluzione armata. Altre proposte?

venerdì, novembre 30, 2007

Sembra che non abbia un cazzo da dire, e invece...

Ho un sacco di opinioni su un sacco di argomenti. Qualsiasi notizia o avvenimento mi induce a produrre una qualche riflessione in merito. Tendenzialmente, la fase successiva consiste nel valutare se la suddetta riflessione possa meritare un post sul blog. In genere l'eventualità viene scartata. E per fortuna, tanto chissenefrega dei miei ragionamenti malati e di quello che penso a proposito di qualunque cazzata! Che poi, per dire, visto come sono quelli che pubblico, figuriamoci quelli che non sono degni di essere condivisi con il popolo della rete! L'ultima fase prevede il più delle volte che io ripieghi sintetizzando la riflessione sul mood di Skype. E bisogna anche ammettere che la soglia di sufficienza per la pubblicazione è inversamente proporzionale al tempo passato dall'ultimo post. Insomma, si guardi quando ho scritto l'ultimo post, e sarà chiaro il perché del presente sproloquio. Ah, e mi sono anche accorto che a furia di scrivere la tesi, ho iniziato anche sul blog a scrivere periodi molto più brevi. Così, per guadagnare spazio.
In effetti, è fin troppo facile fare commenti salaci, ad esempio, sul sacerdote che si indigna perché lo spot natalizio della Red Bull "intacca la Natività, e con essa la sensibilità dei cristiani", in quanto consiste in un disegno animato nel quale un quarto re magio regala della Red Bull a Gesù (come se non ne avesse bisogno). Red Bull ritira immediatamente lo spot, vedendo evidentemente negli oratori un'ampia fetta del target della bevanda. Meglio non rischiare che i cristiani, offesi a morte, smettano di bere Red Bull. Mi fanno sbragare dal ridere.
E per chiudere, una citazione su cui riflettere: "Non ha senso testare cosmetici sui conigli. Perché sono già graziosi".

martedì, novembre 20, 2007

Sollievo

Il colpo di teatro di Silvio, che ha dichiarato di non aver parlato con nessun altro esponente politico della sua intenzione di fondare un nuovo partito, preferendo agire di nascosto e venire allo scoperto a cose fatte, perché aveva il timore che ciò potesse sancire il distacco di alcune importanti forze del centrodestra (che fulgido esempio di condotta democratica!), mi ha dapprima spiazzato, lasciandomi un po' interdetto e diffidente. Ho cominciato ad interrogarmi su quale potesse essere il lungimirante disegno politico celato dietro una mossa apparentemente arrischiata e potenzialmente controproducente, foriera di cattivi presagi per la solidità della coalizione all'opposizione. Il tentativo di cannibalizzare il movimento anti-politico di Beppe Grillo, la speranza di riuscire a mettere all'angolo alleati sempre più forti e per questo in grado di oscurare la leadership in netto declino dell'uomo di Arcore, l'esigenza di rispondere, con una mossa disperata, alla creazione del PD, reincarnazione della Democrazia Cristiana e quindi potenziale candidato ad assurgere come nuovo colosso centrista e onnicomprensivo. Ma poco alla volta, oltre tutte queste considerazioni, è nato dentro di me, sempre più forte, sempre più chiaro, un senso di sollievo. Finalmente, forse, potremmo riprenderci, dopo averlo ripulito dall'immondizia che vi è stata gettata sopra in seguito alla sua usurpazione, dopo aver vinto l'iniziale disgusto per quello che ha significato e continuerà almeno per qualche tempo a significare, il nostro grido, del quale troppi anni or sono eravamo stati inaccettabilmente defraudati. E dunque, da oggi in avanti, di nuovo Forza Italia!

venerdì, novembre 09, 2007

All'improvviso, un genio

Altra pedalata in direzione della facoltà, e vengo fulminato da una delle sempre esilaranti civette del Resto del Carlino, il cui autore ha questa volta superato se stesso:

LA "MENTE" DEI
COMUNISTI COMBATTENTI
E' UNO CHEF MITOMANE

Notare il virgolettato, affinché il lettore distratto capisca che si tratta di una sottile metafora, non di una mente vera e propria! Sul momento grasse risate, poi si scopre che l'acuto "giornalista" ha dimenticato di dire che l'autore delle lettere minatorie è in realtà un tizio di destra che ha pensato bene di firmarle con la sigla PCC. Insomma, il solito figlio di puttana.

giovedì, novembre 08, 2007

Speakers' Corner, Piazza Verdi

Ore undici e trenta, in sella alla bici sbuco in piazza Verdi e passo davanti a un tizio vagamente trasandato che parla ad alta voce, apostrofando con tono polemico una piccola platea di passanti e bivaccanti, apparentemente radunatasi da poco attorno a lui. Le mie orecchie colgono solamente il tema, politico, della dissertazione. Dapprima perplesso, senza smettere di pedalare mi sorprendo a pensare che se non fossi schiavo della moderna società capitalista che ci costringe a correre di qua e di là sempre di fretta, in eterna lotta contro il tempo, impossibilitati ad adeguare i nostri programmi quotidiani al minimo imprevisto, mi piacerebbe fermarmi ad ascoltare quell'improvvisato oratore. (Sì, faccio veramente pensieri così elaborati). Non sono ancora arrivato alle due torri che il ricordo di questo incontro mi ha già abbandonato come tutti i pensieri più o meno bizzarri che fanno compagnia ad ogni spostamento solitario. Ore tredici, discendo lungo via Zamboni e arrivo di nuovo in piazza Verdi. L'uomo, sempre più accalorato, è ora salito in piedi su di un fittone, e discorre rivolto questa volta a una discreta folla che occupa un angolo della piazza. Di nuovo, devo proseguire senza prestare attenzione alle sue parole. Ma la sensazione che mi rimane è quella di un gesto di democrazia estremo e al tempo stesso disperato, come se quell'uomo, un po' fuori dalle righe, prendendo la parola per dire agli altri quello che pensa con tanta ostinazione, volesse ricordarci che le nostre opinioni sono tutto ciò che abbiamo, e che esiste ovunque un angolo in cui è tutelata la libertà di espressione di coloro che vogliano prendersela. Poi, vabbè, era solo un matto che parlava da solo.

mercoledì, ottobre 31, 2007

Adesso basta

Qualcuno sostiene che nella vita bisogna scegliere il male minore, e che bisogna sempre lottare fino all'ultimo, fino a quando l'ultimo respiro non è stato esalato. Che è meglio vivere menomati e doloranti, piuttosto che lasciarsi morire nella speranza di porre fine alle sofferenze proprie e di chi ci circonda e ci vuole bene, o quantomeno si interessa della nostra sorte. Qualcuno ritiene addirittura che pur di rimandare l'ineluttabile appuntamento valga la pena di rinunciare alla propria dignità, di accettare qualsiasi compromesso, finanche di rinnegare i propri valori fino all'aberrazione. Ma io sto male, non ce la faccio più. Non riesco più a sopportare la vista di tutte quelle facce ipocrite che mi dicono che bisogna andare avanti, che bisogna resistere, ad ogni costo. Ci sono cose che non si possono tollerare. C'è un limite a tutto, e questo è stato passato da tempo. Adesso basta, voglio l'eutanasia. Sopprimiamo, vi prego, questo Governo indegno e putrescente. Chiudiamo questo lazzaretto, e diamogli fuoco prima che possa contagiarci più di quanto non abbia già fatto. Mandiamo a casa questi moribondi corrotti e immorali, subito, senza aspettare un giorno di più. E riprendiamoci Berlusconi, se è questo che ci meritiamo.

venerdì, ottobre 26, 2007

Solo che della braga (italiana)

Più desiderosi di ammortizzare il costo della tessera Erasmus Student Network che non veramente carichi come si deve, si decide di prendere parte all'imperdibile serata-tortillas, organizzata nell'ambito dei mega-party erasmus del giovedì sera al Kinki. L'occasione è buona anche per mettere piede per la prima volta nel rinomato locale di via Zamboni, già ritrovo gay e sedicente primo palcoscenico italiano di Jimi Hendrix. Dopo aver sgraffignato qualcosa da mangiare e sfruttato il lauto sconto di un euro sulla birra, sempre nell'ottica di ottimizzare la spesa di ben 4 euri per la suddetta tessera, ci si comincia ad aggirare per la sala in mezzo ai giovani opportunamente festanti. Col passare del tempo, però, la nostra sobrietà comincia a diventare quantomai molesta, e, come una condanna, vediamo avverarsi l'infausta predizione effettuata poco prima dall'esperto membro dello staff, che con aria tra il navigato e il rassegnato ci aveva spiegato: "è una bella festa, c'è un sacco di gente da conoscere e con cui fare amicizia, l'unico problema è che poi si riempie di braga italiana...".

mercoledì, ottobre 17, 2007

Pennellate

Avere tante cose da raccontare ma non sapere come raccontarle. Cercare di trasmettere le emozioni provate senza doversi produrre in una minuziosa descrizione di persone, posti, cose, avvenimenti collocati in ordine cronologico. Non è facile. Forse bisogna prendere una manciata di piccoli eventi, battute e considerazioni e farne un quadro globale della situazione. Qualche accenno qua e la, come pennellate di colore buttate su di un quadro astratto. Descrivere delle situazioni non tanto per la loro importanza intrinseca ma servendosene per comunicare le sensazioni provate, il clima, lo stato generale delle cose.
La ricerca di ospitalità, la partenza sotto il diluvio, qualche ora di sonno sul divano milanese, l'attesa del compagno di viaggio, ore di cammino sfiniti e senza meta, l'ostello, le birre, tante birre, il turismo antropologico: cosa hai visto a Berlino? Boh, sono andato in giro!, gli italiani emigrati, la cucina Bavarese, il muro, Botero, l'amore alla reception, lo shampoo viola per capelli bianchi, il pullman, altre birre, St. Pauli, il sushi, parole in inglese, la bici, le uova con due tuorli, Reeperbahn. Non saprei dire cos'ho fatto quest'ultima settimana.

mercoledì, ottobre 03, 2007

Ciavemoimoscioli is back!

Messi da parte i giorni bui dello studio e della crisi creativa, metabolizzati dal blog con esiti infausti per la sua vasta schiera di affezionati lettori, ai quali mi trovo ancora una volta a chiedere scusa, si volta pagina nascondendo per qualche tempo sotto al tappeto le incombenze di varia natura. Bando dunque agli assillanti grattacapi del logorante tran-tran quotidiano, via in un cassetto la tesi, e largo alla spensieratezza giovanile ed ai ritmi blandi della vita universitaria, intesa ovviamente nel senso più dispregiativo del termine. Si alternano così feste improbabili frequentate da personaggi improbabili, o forse fin troppo probabili (“Faccio l'educatore per bambini disabili, ho solo contratti a tempo determinato, cerco un lavoro che mi consenta di vivere in maniera adeguata. Ciò non è possibile, perciò bevo.”), pomeriggi interi trascorsi a tentare di dirigere le evoluzioni di una sfera virtuale interagendo con essa tramite undici omini altrettanto virtuali, luculliane fritture di pesce in squallide rosticcerie sul lungomare in compagnia di veraci personaggi vernacolari, e analoghe avventure ai limiti della realtà. Frattanto, nel più puro stile bohémien, si organizza una vacanza-couchsurfing in terra tedesca. Così, tanto per occupare il tempo libero. (E rimandare l'esaurimento nervoso).

giovedì, settembre 13, 2007

Con le unghie e con i denti

Finale thrilling per la prima parte della mia carriera universitaria. Ma missione compiuta. All'ultimo appello per laurearsi nella seconda sessione, proprio quando l'arbitro sta per fischiare la fine dei minuti di recupero, sulla sirena, con il cancello che si sta abbassando inesorabile alla Indiana Jones, riesco a gettarmi oltre rotolando e recuperando pure il cappello che era rimasto dall'altra parte. Bisognava farcela a tutti i costi, ma le cose non sembravano mettersi nel modo migliore, una volta ricevuto il testo del compito. Superata la crisi di panico, si riesce ad arraffazzonare qualche formula di senso compiuto qua e là. Minuti di interminabile attesa, sudore freddo e paranoie. Poi, ecco l'assistente. Mi elargisce un 18, magnanimo. E' fatta. Ma c'è ancora il cappello di là. Avrei bisogno di un 22. Non è che mi può fare una domanda? Ok. Fatta. Le metto 21. Senta scusi, umilmente, mi prostro, la imploro, non si potrebbe fare 22 già che c'è? Guardi veramente le volevo mettere 20. La scongiuro. Vabbè mi scriva questo e questo. Seguono cinque minuti di balbettii incomprensibili. Mi dia il libretto intanto. Diceva che è l'ultimo esame? Va bene, vada per il 22. Sbam. Il cancello si schianta al suolo un secondo dopo che ho ritirato la mano. Appena in tempo.

venerdì, agosto 24, 2007

Voglia di essere lì

Il morso della Taranta ti prende alle gambe, facendotene perdere il controllo e trascinandole al ritmo forsennato scandito dai pifferi e dai tamburelli. Non ci si può esimere dal ballare, saltare, cantare, e dal fare tutto ciò fino allo sfinimento, come se si trattasse di una gara con coloro che ci circondano a chi si arrende per ultimo. Decine di migliaia di persone, suoni, colori, odori, storie e sapori si mischiano a Melpignano, nel cuore dellu Salentu, dalla sera fino al mattino, per il concerto conclusivo del tour agostano della Notte della Taranta 2007. E io vorrei essere lì, innamorato come ho scoperto di essere di quella terra e di quella musica. Per ironia della sorte, sono invece bloccato su una sedia con una caviglia un po' spappolata, in una nota località balneare attualmente molto piovosa e poco soleggiata, impossibilitato a recarmi dove che sia, e in seria difficoltà anche quando si tratta di trascinarmi fino al gabinetto.

venerdì, agosto 03, 2007

Primi fuochi

Giornate movimentate queste ultime in riva all'Adriatico. All'incontro post-erasmus in quel di Offagna in occasione della festa medievale, al quale erano presenti oltre al padrone di casa anche l'ascolano Brono e l'iperattiva nantese Olivia, hanno fatto seguito la venuta dei carichi Tasso e Duma, coincisa con la partenza per le focose Canarie del sempre giovane Giallu, e la fugace invasione delle coppiette italo-avignonese e pesaro-terrona, che, insieme alla presenza della turca Pinar, hanno animato l'altrimenti monotona routine marcellese. In un alternarsi di sbronze a base di vino di visciole ritmate dai cori ufficiali della curva nord, ore passate ad ustionarsi le cosce sotto al sole cocente, lussuosi aperitivi, interminabili partite di pallone in spiaggia, pranzi e cene serviti con cura maniacale ed agli orari più assurdi dallo chef régaz ufficiale, e, dulcis in fundo, la prima discoteca galleggiante d'Europa, Babaloo Beach, fino all'alba, non finisce più, chi non alza la mano è un talebano!!! Il tutto, null'altro che un timido preludio al devastante tour della penisola pugliese che vedrà il sottoscritto, affiancato dal famigerato Bridge, protagonista di scorribande sperabilmente irripetibili.

mercoledì, luglio 18, 2007

Non una nuvola in cielo

La goccia di sudore imperla la fronte, esita provocatoriamente sulla tempia, per poi gettarsi a capofitto giù lungo il collo e scomparire nella canottiera ormai umidiccia. La tortora imperterrita scandisce il passare dei secondi come la più assillante delle lancette, strafottente, tanto per farti notare che non ha talmente un cazzo da fare da potersi permettere di stare tutto il giorno a saltellare da un tetto all’altro starnazzando stupidamente. Il riverbero del sole invade la stanza con inopportuna festosità, mentre le pagine scorrono avanti e indietro e la grafite si spalma sulla carta riducendo sempre di più lo spazio bianco rimasto. In cielo, non una sola nuvola. Il mare stesso, facendo capolino oltre i tetti, dà l’impressione, piatto e oleoso, di non aver neanche lui la minima voglia di sprecare energie. Un ventaglio viene aperto, per fare aria a un volto stanco e accalorato. E’ un lampo, un attimo, e un pensiero fulmina la mia mente, inaspettatamente scontato: la convezione forzata provocata dal ventaglio migliora lo scambio termico rispetto alla convezione naturale portando l’energia termica ceduta ad un valore pari a hAdeltaT, dove h è il coefficiente di convezione, A la superficie del volto e deltaT la differenza tra la temperatura superficiale del volto stesso e la temperatura di mescolamento dell’aria!

...

Ho bisogno di una pausa.

mercoledì, luglio 04, 2007

Intenso e rumoroso

Così ha definito il nostro brevissimo soggiorno in terra marchigiana il sempre pacato vicino del piano di sotto. Evidentemente esasperato dalla nostra presenza già dopo due soli giorni, ha reagito con un certo sollievo incontrandoci, bagagli alla mano, sul portone di casa: "Già in partenza?" "Eh sì, vacanza breve ma intensa!" "Intensa e rumorosa!" ribatte lui, con l'aria di chi ha dovuto sopportare in silenzio ogni genere di angheria. Va detto che per quanto ci riguarda abbiamo fatto del nostro meglio: il super party-grigliata alcolico urlante organizzato dall'inopinatamente giovane Giallu si è protratto fino a tarda notte, le tre per la precisione, orario adatto per dare il via ad una partita di poker che ha visto la fine, caduti uno dopo l'altro tutti i partecipanti, quando il sole era ormai già alto nel cielo. Vigorosi come non mai, non abbiamo ceduto alle lusinghe del materasso, e di buon'ora, fatta colazione con un bel piatto di pasta al sugo, siamo partiti alla volta della spiaggia di Mezzavalle, gita a cui hanno fatto da corollario una ripidissima scarpinata lungo le pendici del monte Conero, un'interminabile partita a pallone in riva al mare e una sfida a beach volley tra Bolognesi e Anconetani, che ha naturalmente visto prevalere la compagine felsinea (nella quale, a scanso di equivoci, militavo). Diverse salsicce e partite a Pro Evolution Soccer più tardi, prendevamo parte al classico Giovedì del Bellariva, appuntamento ormai da anni immancabile (insieme all'omologo Martedì) per il jet-set numanese, con il Mullah che si lanciava in pista con l'usuale audacia in compagnia di Albi, mentre Ale si cimentava nel suo sport preferito, che già la sera prima, e troppe volte in passato, l'aveva visto distinguersi: versare repentinamente liquidi da un bicchiere ad un posto qualunque purché diverso da una cavità orale.

venerdì, giugno 15, 2007

E' nata una stella

Note d'autore ieri sera al parchetto di Chimica Industriale, dove al cospetto di una folla in delirio si è esibita la Tasso Cover Band, alla sua prima uscita in pubblico. La spasmodica aspettativa per un evento tanto atteso e già rinviato ha fatto riempire a dismisura l'arena di viale Risorgimento, debordante di giovani fans e di groupies disposte a tutto pur di entrare in contatto con i loro idoli. L'ingresso in scena del frontman Tasso è già di per sé dei più spettacolari: a formazione schierata, eccolo uscire dai camerini abbigliato in maniera degna dei migliori Toga Party, scatenando un'ovazione che è tutta per lui. Il boato del pubblico è assordante, e già dalla prima esecuzione, una Twist and Shout tanto travolgente che i Beatles avrebbero avuto bisogno di Freddie Mercury per eguagliare in veemenza, si capisce che sarà uno spettacolo destinato ad entrare negli annali. Piano piano, tra una Sono Tremendo in cui pare di trovarsi al cospetto di Rocky Roberts in persona e una Lacio Drom che ci illude che i Litfiba siano finalmente tornati insieme (esaudendo così la preghiera degli Elio e le Storie Tese), Tasso prende confidenza e vince l'emozione inevitabile in un esordio di tale portata. Finalmente il microfono è tutto per lui, e quando attacca con voce roca You Can Leave Your Hat On, si scatena l'inferno. In pochi resistono alla tentazione di spogliarsi al ritmo delle note calde e impetuose che Tasso distrubuisce con la sapienza di un veterano, e qualcuno giura di aver visto Joe Cocker, in un angolo, ammiccare al nostro idolo in quello che appariva come un inevitabile passagggio di consegne. C'è spazio anche per i virtuosismi del resto della band, che Tasso cerca umilmente di non oscurare troppo con il suo talento, e non mancano dunque la classica Johnny B. Goode con assolo di chitarra suonata dietro la testa e una Bohemian Rhapsody in cui gli altri cantanti della band tentano invano di eguagliare la performance del loro maestro. Il concerto si conclude con una commovente Albachiara cantata in coro ad accendini alzati da mille voci stremate, in una sorta di temporaneo commiato da parte di questa Band di cui, siamo certi, presto sentiremo ancora parlare.

mercoledì, giugno 06, 2007

(Nerds + DanceFloor) - Love = M.A.M.

Me ne sto tornando a casa con un bottiglione pieno d'olio d'oliva nello zaino, fendendo la bolgia di piazza Verdi con occhio distratto, quando mi imbatto nel vecchio Scaglia, che mi viene incontro dalla direzione opposta. Due parole, dice che passa un sacco di tempo in giro per l'Italia con il suo nuovo gruppo che fa, detto come a volersi schermire, "pop per le ragazzine". Si tratta di una specie di pop elettronico piuttosto ballabile, condito con un tocco vintage. Ma lo stile dei My Awesome Mixtape sembra tutt'altro che commerciale e improvvisato, con i brani cantilenanti e ritmati che non faticano a trasportare l'ascoltatore in una dimensione dai contorni fortemente onirici e surreali. Questi electro-indie-hop-nerds, o "Bologna Geek Dancers", come si definiscono loro stessi, in pochi mesi si sono trovati alle prese con un successo notevole, e hanno già all'attivo un calendario fittissimo di concerti e un ep (scaricabile gratuitamente da qui), che merita decisamente un ascolto e lascia già intravedere doti promettenti per il futuro. Il disco, tra l'altro, è prodotto dalla Kirsten's Postcard, altro progetto notevole, questo, giusto a proposito della diatriba sul costo spropositato dei cd e dei vergognosi interessi commerciali che gravitano attorno alla cultura musicale, che a tutti giovano meno che a chi la musica la fa e l'ascolta. Obiettivo: preservare ogni sorta di progetto indipendente, cercando di tenere i soldi lontani dalla musica.

domenica, maggio 27, 2007

OK il pezzo è giusto

Il vostro blog preferito si rinnova con l'inaugurazione, a partire da oggi, di un entusiasmante concorso a premi a cui tutti voi, fedeli lettori, potrete partecipare. Il gioco, dal titolo "OK il pezzo è giusto", consisterà nell'indovinare quale sarà il prossimo accessorio che verrà asportato nottetempo, per mano di ignoti, dalla mia Vespa parcheggiata sotto casa. Nelle ultime tre settimane abbiamo già salutato la dipartita, nell'ordine, di parte dello stemma sullo scudo anteriore, dello specchietto retrovisore sinistro e della manopola sinistra, dopo che in passato un'altro specchietto sinistro, un parabrezza e lo sportellino del portaoggetti avevano avuto sorti pressappoco analoghe. Le regole per partecipare sono semplicissime: con una puntata di un solo euro, potrete indicare l'accessorio prescelto, dopodiché, a furto o vandalizzazione avvenuta, metà del montepremi accumulato verrà spartita tra coloro che hanno indovinato, mentre l'altra metà servirà a finanziare il rimpiazzo del ricambio in questione. Che aspettate dunque a tentare la sorte? Potreste essere premiati da un momento all'altro, anche domani stesso! Unica avvertenza: non sarà considerato valido effettuare la puntata e poi venire di persona a rubarmi il pezzo mentre dormo!

giovedì, maggio 24, 2007

Riqualificami 'sto cazzo

Il cinema Nosadella chiude. Non ci posso credere. Ma siamo fortunati, perché non chiude per squallidi motivi economici, per il disprezzo di questa giunta nei confronti della cultura e del benessere dei cittadini. No. Chiude per una ragione nobile. Progetto di riqualificazione urbana, lo chiamano. E io che pensavo che volessero farci degli appartamenti!
Il Nosadella mi è sempre sembrato un'appendice del salotto di casa. I film proiettati erano scelti volta per volta con l'intento di privilegiare finalmente la qualità, e non la redditività al botteghino. Era forse l'unico cinema a Bologna che proponesse una selezione di pellicole in lingua originale. Quando hanno cambiato tutte le poltrone, circa un anno fa, hanno messo in vendita quelle vecchie a dieci euro l'una. E potevi comprarti i poster dei film, se volevi, naturalmente ad un prezzo simbolico. I proprietari erano sempre cordiali e premurosi, e se eri iscritto alla maling list ti inviavano periodicamente i programmi e i relativi sconti, condivisibili a piacere. Era anche il cinema meno caro di Bologna, oltre ad essere il migliore. Ma in fondo chissenefrega, non si può certo anteporre tutto questo al guadagno economico. Non siamo mica comunisti.

martedì, maggio 22, 2007

Couchsurfing

L'idea è semplice ma geniale. Un sito, che conta già oltre duecentomila iscritti provenienti da più di duecento paesi diversi, permette ad aspiranti viaggiatori di entrare in contatto con perfetti sconosciuti ubicati nei più disparati angoli del globo e disposti ad ospitarli per qualche tempo sul proprio divano. Vacanza low cost assicurata, ciò che fa la differenza è soprattutto la mentalità con cui si affronta il viaggio: non più armati di guida turistica, fugaci clienti del settore terziario, limitandosi a osservare dall'esterno come guardando scorrere delle immagini dietro ad un vetro, ma vogliosi di conoscere i luoghi che visitiamo attraverso le persone che li abitano e li animano. Le ultime serate in compagnia di tre francesi, un finlandese e alcuni dei già numerosi couchsurfers bolognesi, hanno dimostrato come tutto ciò sia ancora più naturale ed istruttivo di quanto possa sembrare. Si ha finalmente la sensazione di fare parte di un mondo globalizzato dalle persone e non dalle merci, ed è bello pensare, qualunque sia la propria destinazione, di potersi sentire sempre a casa.

sabato, maggio 19, 2007

Festa allucinante

Si direbbe che mezza Bologna fosse a conoscenza dell'incredibile super party di ieri sera, che ha raccolto una quantità di partecipanti, tra invitati e infiltrati, ammesso che fosse possibile distinguere tra le due specie, da fare invidia ad un concerto di Caparezza. Il che non sarebbe di per sé sintomo di grande affluenza, se non fosse che la festa si svolgeva all'interno di un palazzo privato in via Volturno: un intero edificio che conteneva, stipate come sardine dall'androne al solaio, strettissime scale comprese, diverse centinaia di persone che occupavano sostanzialmente ogni centimetro libero, debordando copiosamente anche in strada. In ogni appartamento differenti deejays producevano musica a palla, mentre nella ressa capitava di incontrare conoscenti con i quali l'ultimo incontro datava prima della caduta del muro di Berlino. Vinta una certa claustrofobia iniziale, siamo miracolosamente riusciti, con la dovuta pazienza, a spingerci fino alla sommità dell'edificio, dove contro ogni previsione abbiamo anche trovato qualcosa da bere. Allibito dall'imponenza dell'evento, data anche la presenza dell'intera popolazione di studenti stranieri residenti a Bologna, non nego di essermi sentito un pivello delle feste erasmus. Altroché i tonus al Quai West!

giovedì, maggio 17, 2007

Con il cuore

Mercoledì 16 maggio, alle 23, orario quantomeno insolito, i Senza Numero Civico scendono in campo per la prima partita del torneo di calcetto della sezione A.I.A. di Bologna. Conosciuti lì per lì i compagni di squadra, ci rendiamo conto di non avere un portiere. Secondo il migliore stile moggiano, riusciamo a farci cedere a titolo definitivo dalla squadra avversaria uno dei suoi tre portieri, che si rivelerà poi decisivo ai fini del risultato. Il match è spigoloso e poco spettacolare, i S.N.C. partono all'attacco ma si rivelano poco concreti. Piano piano si fa avanti la squadra avversaria, ma a metà del primo tempo arriva il gol dell'1-0 con una botta da fuori del numero 7 che beffa l'incerto portiere avversario. Prima dell'intervallo, però, un gollonzo in contropiede porta il risultato sull'1-1. Nella ripresa è sempre il 7 che con un'azione personale mette Ema in condizione segnare la rete del 2-1 solo davanti al portiere. I S.N.C. si rilassano però troppo e vengono infilati da un terribile uno due che rischia di tagliargli le gambe. Riordinate le idee, la squadra si sforza di mantenere la calma e di giocare con criterio, ed è così che arriva il gol del 3-3 firmato ancora da Ema, liberato da un bel passaggio del sottoscritto. Le forze ormai vengono a mancare, ma la vittoria è indispensabile se si vuole passare il turno, e a sette minuti dalla fine il numero 3 risolve trafiggendo il portiere un mischione in area avversaria la cui dinamica non posso però descrivere troppo minuziosamente dal momento che mi trovavo sdraiato per terra proprio nel mezzo del suddetto groviglio umano. Negli ultimi minuti ci si difende con il coltello tra i denti, cercando di resistere alla tentazione di lanciarsi in contropiedi corali lasciando completamente smarcati gli attaccanti avversari, ormai troppo stanchi per tornare in difesa e stabilmente stazionanti nella nostra metà campo. Al fischio finale dell'arbitro Vukovic scatta l'urlo liberatorio dei S.N.C., vincitori della prima (e penultima) partita del girone di qualificazione a tre squadre.

Le pagelle

Numero uno : acquistato a parametro zero a cinque minuti dall'inizio della partita, sarà più volte chiamato ad interventi spettacolari che salveranno il risultato. rivelazione. voto 7,5

Numero tre : carente nello scatto sul breve, dimostra però di avere discrete doti tecniche e soprattutto sigla il gol della vittoria. diesel. voto 6,5

Numero quattro : carente nello scatto sul breve, non dimostra di avere particolari doti, e viene perciò relegato in panchina il più a lungo possibile. granitico. voto 5,5

Numero sei : si piazza al centro dell'attacco ma non riesce a fare reparto da solo. si perde spesso sul più bello e l'unica sua azione memorabile è un tiro con conseguente perdita della scarpa destra. lezioso. voto 5,5

Numero sette : nonostante la giovane età, dirige la difesa con fin troppa spocchia e quando parte in progressione semina il panico nella difesa avversaria. plusvalore. voto 7

Numero nove (cioè io) : puntuale in difesa, dove spicca per un paio di recuperi spettacolari alla Holly e Benji, poco concreto in attacco, dove arriva poco lucido e manca qualche occasione di troppo. generoso. voto 6,5

Numero dieci : tatticamente indisciplinato, si lancia sovente in avanti facendo dannare i suoi compagni di difesa senza peraltro farsi vedere dalle parti del portiere avversario. smarrito. voto 5

Numero undici (Ema) : fa sentire il suo peso in attacco ed è certamente il più pericoloso in avanti, finché il fiato glielo permette. la sua doppietta è decisiva e gli vale il titolo di capocannoniere dei S.N.C. bomber. voto 7

giovedì, maggio 10, 2007

Democrazia all'italiana

Molti dei più alti esponenti del governo e dell'opposizione paiono ultimamente concordi circa il fatto che il bipolarismo rappresenti l'inevitabile ed auspicabile futuro del sistema politico italiano. Facendosi scudo della necessità di avere governi più forti e meno frammentati, si prepara di fatto, tra proclami e squilli di tromba, il colpo di grazia che verrà assestato ai partiti minori, al fine di spianare la strada al bipartitismo all'americana. Vista poi la sempre più accesa corsa agli elettori "moderati" e la gran voglia di mettersi d'accordo che accomuna i vari Fassino, Rutelli, D'Alema, Casini, Fini e Berlusconi, c'è da aspettarsi che il passo successivo sia il monopartitismo all'italiana. Pensate che bellezza, nessun rischio di perdere le elezioni e di rimanere senza poltrona! Via questi estremisti che non si lavano, puzzano e sporcano da tutte le parti insistendo con le loro opinioni vetuste e fuori dal coro che mi spaventano pure i bambini. Basta con questo spreco di risorse finalizzato a convincere la gente a votare due partiti sempre più simili tra loro. Niente più crisi di governo e scarico di responsabilità su chi ha governato negli anni precedenti. Fantastico! Inoltre, buona parte del lavoro è già fatta, per continuare l'opera sarà sufficiente prendere ad esempio la televisione, dove si è già trovato l'equilibrio perfetto e il Tg1 fa contenti tutti.

mercoledì, maggio 09, 2007

Gli antichi Greci (quei pervertiti)

Il problema dell'integralismo religioso e dell'ingerenza delle istituzioni religiose nella vita, politica e sociale, delle persone, mi dà, di questi tempi, molto da riflettere. Ho sempre creduto che la laicità di uno stato, intesa in senso lato e non solamente legislativo, andasse di pari passo con l'evoluzione culturale di un popolo; che mano a mano che si passasse dalla vita sugli alberi e nelle caverne agli studi scientifici e all'esplorazione più minuziosa delle capacità umane, si abbandonassero i sacrifici al dio sole in virtù dello sviluppo di un etica fondata sulla ragione e su principi universali derivanti più dalla condivisione della condizione umana che dall'appartenenza a questo o quel credo. Ma com'è possibile allora assistere a rivolte di piazza, scomuniche, maledizioni, requisizioni di beni se non addirittura a condanne a morte, all'indirizzo di chi nemmeno ha avuto l'ardire di votare a favore dei Dico, ma ancor più banalmente ha raffigurato la tal divinità nuda o ha baciato in pubblico, su una guancia, un estraneo? Tra gli altri terribili peccati possono inoltre figurare a vario titolo: pubblicare vignette satiriche, essere omosessuali, subire violenza sessuale, convivere all'infuori del matrimonio e votare per il partito comunista. Forse allora sarebbe il caso che qualcuno smettesse di evolversi, ammesso che stia provando a farlo, e magari guardasse indietro di 2500 anni, per accorgersi che anche se Voltaire e il povero Gesù non si erano ancora fatti vivi, gli antichi Greci avevano già molto da insegnare, in termini di laicità e di modernità sociale.

giovedì, maggio 03, 2007

Le débat

Nel tentativo di rendere interessante una serata che il Manchester United non contribuisce minimamente ad animare lasciandosi passivamente surclassare dal Milan nella semifinale di Champion's League, si decide di sintonizzarsi sulla diretta via internet del dibattito per le presidenziali francesi trasmesso da France2. Ségolène, prima donna ad arrivare al ballottaggio per la poltrona di Presidente della Repubblica Francese, si dimostra aggressiva e cerca di mettere alle strette il nano demagogo e fascistoide Sarkozy, il quale, così descritto, non può che riportare alla mente il suo omologo italiano. Sarko, dal canto suo, si sforza di apparire calmo e imperturbabile, limitandosi a piagnucolare con aria da cane bastonato in risposta ad ogni critica. La missione di Ségo è tuttavia disperata. L'uomo occidentale, diciamolo, è sostanzialmente egoista, sia socialmente che economicamente. Ha paura dell'uomo nero, e se ne sbatte della conseguenza delle sue azioni sul prossimo e nel lungo termine. Quando si renderà conto che la crescita smisurata del suo benessere a scapito di quello della maggior parte della restante popolazione mondiale è incompatibile con la sopravvivenza dell'intero pianeta, sarà probabilmente troppo tardi. Nel frattempo, se può servire a qualcosa, in bocca al lupo, Ségolène.

lunedì, aprile 23, 2007

venerdì, aprile 20, 2007

Le cose importanti

Per fortuna anche e soprattutto nei momenti più bui, a livello mondiale, della nostra storia politica e sociale, c'è sempre qualcuno che si dà da fare per apportare alla comunità, con impegno e devozione, il suo contributo sui temi importanti della vita. In proporzione ovviamente alle proprie possibilità. In questo contesto si inserisce il recente parto della commissione di consulenza del Vaticano, composta da trenta persone stipendiate anche con il nostro otto per mille, la quale, partecipe dell'angoscia dell'umanità intera sul tema, definito «un problema pastorale urgente», determinata a porre fine all'ansiosa attesa dell'opinione pubblica, dopo tre anni di intense e dolorose contrazioni collettive, ha prodotto, o meglio ha espulso, con la benedizione del Divino Pontefice, un documento di quarantuno pagine dal titolo «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati». Il limbo è stato dunque abolito. Alzi la mano chi non è in lacrime per l'emozione. D'altronde, a pensarci bene, era giusto così: in Paradiso ci sta l'amico di Pinochet (e magari anche Pinochet, visto l'andazzo) e non può andarci un povero feto la cui unica colpa è di avere un papà stupratore?

mercoledì, aprile 11, 2007

Crocette

La reclusione fa male. Trascorrere le giornate tentando di imparare a memoria un libro inutile che cerca di determinare scientificamente come far fare alla tua azienda un pozzo di soldi a scapito dei tuoi concorrenti sta cominciando a logorarmi. Il tutto, tra l'altro, è scritto in un italiano non sempre ineccepibile, da un tizio convinto che affatto e niente affatto abbiano il medesimo significato. Ma più di ogni altra cosa, ciò che mi angoscia veramente sono le crocette. Centoventi frasi, ciascuna delle quali ha cinquanta probabilità su cento di meritare una dannata crocetta sulla parola . Un'ora di tempo, trenta secondi a domanda. Se le sbagli tutte prendi -37, se riesci a strappare un quindici ti sei guadagnato l'ammissione all'orale, al cospetto del professore che ti interroga mentre legge il giornale e naviga sui siti porno. Un'esperienza affatto gradevole.

lunedì, aprile 02, 2007

Si ricomincia

Eccoci dunque di ritorno all'ovile. Nemmeno il tempo di posare le valigie che si è sepolti da una montagna di bollete da pagare e di incombenze varie. Il frigo è deserto fatta salva la montagna di formaggi francesi che mi terranno compagnia per i prossimi mesi. I régaz sono sempre al loro posto, le sfide a Pes con il Vale equlibrate, il Duma continua a stravincere al fantacalcio e piazza Verdi non smette di essere murata di giovani ubriaconi la cui presenza, che ho sempre guardato con una certa indifferenza se non addirittura di fastidio, mi risulta ora un po' più gradevole, se non altro come segno di vitalità di questa nostra città.
Ma cosa sarà di questo blog adesso? A chi mi rivolgerò per raccontare la mia vita quotidiana, ora che i lettori e i protagonisti diventano le stesse persone? Potrei farlo diventare una raccolta di post visionari e indecifrabili sulle tracce del buon Marchì, oppure iniziare a scrivere in francese o in inglese ad uso di eventuali visitatori stranieri. O infine, lasciarlo tristemente morire, a braccetto con la mia giovinezza. Che fare, dunque?