venerdì, giugno 15, 2007

E' nata una stella

Note d'autore ieri sera al parchetto di Chimica Industriale, dove al cospetto di una folla in delirio si è esibita la Tasso Cover Band, alla sua prima uscita in pubblico. La spasmodica aspettativa per un evento tanto atteso e già rinviato ha fatto riempire a dismisura l'arena di viale Risorgimento, debordante di giovani fans e di groupies disposte a tutto pur di entrare in contatto con i loro idoli. L'ingresso in scena del frontman Tasso è già di per sé dei più spettacolari: a formazione schierata, eccolo uscire dai camerini abbigliato in maniera degna dei migliori Toga Party, scatenando un'ovazione che è tutta per lui. Il boato del pubblico è assordante, e già dalla prima esecuzione, una Twist and Shout tanto travolgente che i Beatles avrebbero avuto bisogno di Freddie Mercury per eguagliare in veemenza, si capisce che sarà uno spettacolo destinato ad entrare negli annali. Piano piano, tra una Sono Tremendo in cui pare di trovarsi al cospetto di Rocky Roberts in persona e una Lacio Drom che ci illude che i Litfiba siano finalmente tornati insieme (esaudendo così la preghiera degli Elio e le Storie Tese), Tasso prende confidenza e vince l'emozione inevitabile in un esordio di tale portata. Finalmente il microfono è tutto per lui, e quando attacca con voce roca You Can Leave Your Hat On, si scatena l'inferno. In pochi resistono alla tentazione di spogliarsi al ritmo delle note calde e impetuose che Tasso distrubuisce con la sapienza di un veterano, e qualcuno giura di aver visto Joe Cocker, in un angolo, ammiccare al nostro idolo in quello che appariva come un inevitabile passagggio di consegne. C'è spazio anche per i virtuosismi del resto della band, che Tasso cerca umilmente di non oscurare troppo con il suo talento, e non mancano dunque la classica Johnny B. Goode con assolo di chitarra suonata dietro la testa e una Bohemian Rhapsody in cui gli altri cantanti della band tentano invano di eguagliare la performance del loro maestro. Il concerto si conclude con una commovente Albachiara cantata in coro ad accendini alzati da mille voci stremate, in una sorta di temporaneo commiato da parte di questa Band di cui, siamo certi, presto sentiremo ancora parlare.

mercoledì, giugno 06, 2007

(Nerds + DanceFloor) - Love = M.A.M.

Me ne sto tornando a casa con un bottiglione pieno d'olio d'oliva nello zaino, fendendo la bolgia di piazza Verdi con occhio distratto, quando mi imbatto nel vecchio Scaglia, che mi viene incontro dalla direzione opposta. Due parole, dice che passa un sacco di tempo in giro per l'Italia con il suo nuovo gruppo che fa, detto come a volersi schermire, "pop per le ragazzine". Si tratta di una specie di pop elettronico piuttosto ballabile, condito con un tocco vintage. Ma lo stile dei My Awesome Mixtape sembra tutt'altro che commerciale e improvvisato, con i brani cantilenanti e ritmati che non faticano a trasportare l'ascoltatore in una dimensione dai contorni fortemente onirici e surreali. Questi electro-indie-hop-nerds, o "Bologna Geek Dancers", come si definiscono loro stessi, in pochi mesi si sono trovati alle prese con un successo notevole, e hanno già all'attivo un calendario fittissimo di concerti e un ep (scaricabile gratuitamente da qui), che merita decisamente un ascolto e lascia già intravedere doti promettenti per il futuro. Il disco, tra l'altro, è prodotto dalla Kirsten's Postcard, altro progetto notevole, questo, giusto a proposito della diatriba sul costo spropositato dei cd e dei vergognosi interessi commerciali che gravitano attorno alla cultura musicale, che a tutti giovano meno che a chi la musica la fa e l'ascolta. Obiettivo: preservare ogni sorta di progetto indipendente, cercando di tenere i soldi lontani dalla musica.

domenica, maggio 27, 2007

OK il pezzo è giusto

Il vostro blog preferito si rinnova con l'inaugurazione, a partire da oggi, di un entusiasmante concorso a premi a cui tutti voi, fedeli lettori, potrete partecipare. Il gioco, dal titolo "OK il pezzo è giusto", consisterà nell'indovinare quale sarà il prossimo accessorio che verrà asportato nottetempo, per mano di ignoti, dalla mia Vespa parcheggiata sotto casa. Nelle ultime tre settimane abbiamo già salutato la dipartita, nell'ordine, di parte dello stemma sullo scudo anteriore, dello specchietto retrovisore sinistro e della manopola sinistra, dopo che in passato un'altro specchietto sinistro, un parabrezza e lo sportellino del portaoggetti avevano avuto sorti pressappoco analoghe. Le regole per partecipare sono semplicissime: con una puntata di un solo euro, potrete indicare l'accessorio prescelto, dopodiché, a furto o vandalizzazione avvenuta, metà del montepremi accumulato verrà spartita tra coloro che hanno indovinato, mentre l'altra metà servirà a finanziare il rimpiazzo del ricambio in questione. Che aspettate dunque a tentare la sorte? Potreste essere premiati da un momento all'altro, anche domani stesso! Unica avvertenza: non sarà considerato valido effettuare la puntata e poi venire di persona a rubarmi il pezzo mentre dormo!

giovedì, maggio 24, 2007

Riqualificami 'sto cazzo

Il cinema Nosadella chiude. Non ci posso credere. Ma siamo fortunati, perché non chiude per squallidi motivi economici, per il disprezzo di questa giunta nei confronti della cultura e del benessere dei cittadini. No. Chiude per una ragione nobile. Progetto di riqualificazione urbana, lo chiamano. E io che pensavo che volessero farci degli appartamenti!
Il Nosadella mi è sempre sembrato un'appendice del salotto di casa. I film proiettati erano scelti volta per volta con l'intento di privilegiare finalmente la qualità, e non la redditività al botteghino. Era forse l'unico cinema a Bologna che proponesse una selezione di pellicole in lingua originale. Quando hanno cambiato tutte le poltrone, circa un anno fa, hanno messo in vendita quelle vecchie a dieci euro l'una. E potevi comprarti i poster dei film, se volevi, naturalmente ad un prezzo simbolico. I proprietari erano sempre cordiali e premurosi, e se eri iscritto alla maling list ti inviavano periodicamente i programmi e i relativi sconti, condivisibili a piacere. Era anche il cinema meno caro di Bologna, oltre ad essere il migliore. Ma in fondo chissenefrega, non si può certo anteporre tutto questo al guadagno economico. Non siamo mica comunisti.

martedì, maggio 22, 2007

Couchsurfing

L'idea è semplice ma geniale. Un sito, che conta già oltre duecentomila iscritti provenienti da più di duecento paesi diversi, permette ad aspiranti viaggiatori di entrare in contatto con perfetti sconosciuti ubicati nei più disparati angoli del globo e disposti ad ospitarli per qualche tempo sul proprio divano. Vacanza low cost assicurata, ciò che fa la differenza è soprattutto la mentalità con cui si affronta il viaggio: non più armati di guida turistica, fugaci clienti del settore terziario, limitandosi a osservare dall'esterno come guardando scorrere delle immagini dietro ad un vetro, ma vogliosi di conoscere i luoghi che visitiamo attraverso le persone che li abitano e li animano. Le ultime serate in compagnia di tre francesi, un finlandese e alcuni dei già numerosi couchsurfers bolognesi, hanno dimostrato come tutto ciò sia ancora più naturale ed istruttivo di quanto possa sembrare. Si ha finalmente la sensazione di fare parte di un mondo globalizzato dalle persone e non dalle merci, ed è bello pensare, qualunque sia la propria destinazione, di potersi sentire sempre a casa.

sabato, maggio 19, 2007

Festa allucinante

Si direbbe che mezza Bologna fosse a conoscenza dell'incredibile super party di ieri sera, che ha raccolto una quantità di partecipanti, tra invitati e infiltrati, ammesso che fosse possibile distinguere tra le due specie, da fare invidia ad un concerto di Caparezza. Il che non sarebbe di per sé sintomo di grande affluenza, se non fosse che la festa si svolgeva all'interno di un palazzo privato in via Volturno: un intero edificio che conteneva, stipate come sardine dall'androne al solaio, strettissime scale comprese, diverse centinaia di persone che occupavano sostanzialmente ogni centimetro libero, debordando copiosamente anche in strada. In ogni appartamento differenti deejays producevano musica a palla, mentre nella ressa capitava di incontrare conoscenti con i quali l'ultimo incontro datava prima della caduta del muro di Berlino. Vinta una certa claustrofobia iniziale, siamo miracolosamente riusciti, con la dovuta pazienza, a spingerci fino alla sommità dell'edificio, dove contro ogni previsione abbiamo anche trovato qualcosa da bere. Allibito dall'imponenza dell'evento, data anche la presenza dell'intera popolazione di studenti stranieri residenti a Bologna, non nego di essermi sentito un pivello delle feste erasmus. Altroché i tonus al Quai West!

giovedì, maggio 17, 2007

Con il cuore

Mercoledì 16 maggio, alle 23, orario quantomeno insolito, i Senza Numero Civico scendono in campo per la prima partita del torneo di calcetto della sezione A.I.A. di Bologna. Conosciuti lì per lì i compagni di squadra, ci rendiamo conto di non avere un portiere. Secondo il migliore stile moggiano, riusciamo a farci cedere a titolo definitivo dalla squadra avversaria uno dei suoi tre portieri, che si rivelerà poi decisivo ai fini del risultato. Il match è spigoloso e poco spettacolare, i S.N.C. partono all'attacco ma si rivelano poco concreti. Piano piano si fa avanti la squadra avversaria, ma a metà del primo tempo arriva il gol dell'1-0 con una botta da fuori del numero 7 che beffa l'incerto portiere avversario. Prima dell'intervallo, però, un gollonzo in contropiede porta il risultato sull'1-1. Nella ripresa è sempre il 7 che con un'azione personale mette Ema in condizione segnare la rete del 2-1 solo davanti al portiere. I S.N.C. si rilassano però troppo e vengono infilati da un terribile uno due che rischia di tagliargli le gambe. Riordinate le idee, la squadra si sforza di mantenere la calma e di giocare con criterio, ed è così che arriva il gol del 3-3 firmato ancora da Ema, liberato da un bel passaggio del sottoscritto. Le forze ormai vengono a mancare, ma la vittoria è indispensabile se si vuole passare il turno, e a sette minuti dalla fine il numero 3 risolve trafiggendo il portiere un mischione in area avversaria la cui dinamica non posso però descrivere troppo minuziosamente dal momento che mi trovavo sdraiato per terra proprio nel mezzo del suddetto groviglio umano. Negli ultimi minuti ci si difende con il coltello tra i denti, cercando di resistere alla tentazione di lanciarsi in contropiedi corali lasciando completamente smarcati gli attaccanti avversari, ormai troppo stanchi per tornare in difesa e stabilmente stazionanti nella nostra metà campo. Al fischio finale dell'arbitro Vukovic scatta l'urlo liberatorio dei S.N.C., vincitori della prima (e penultima) partita del girone di qualificazione a tre squadre.

Le pagelle

Numero uno : acquistato a parametro zero a cinque minuti dall'inizio della partita, sarà più volte chiamato ad interventi spettacolari che salveranno il risultato. rivelazione. voto 7,5

Numero tre : carente nello scatto sul breve, dimostra però di avere discrete doti tecniche e soprattutto sigla il gol della vittoria. diesel. voto 6,5

Numero quattro : carente nello scatto sul breve, non dimostra di avere particolari doti, e viene perciò relegato in panchina il più a lungo possibile. granitico. voto 5,5

Numero sei : si piazza al centro dell'attacco ma non riesce a fare reparto da solo. si perde spesso sul più bello e l'unica sua azione memorabile è un tiro con conseguente perdita della scarpa destra. lezioso. voto 5,5

Numero sette : nonostante la giovane età, dirige la difesa con fin troppa spocchia e quando parte in progressione semina il panico nella difesa avversaria. plusvalore. voto 7

Numero nove (cioè io) : puntuale in difesa, dove spicca per un paio di recuperi spettacolari alla Holly e Benji, poco concreto in attacco, dove arriva poco lucido e manca qualche occasione di troppo. generoso. voto 6,5

Numero dieci : tatticamente indisciplinato, si lancia sovente in avanti facendo dannare i suoi compagni di difesa senza peraltro farsi vedere dalle parti del portiere avversario. smarrito. voto 5

Numero undici (Ema) : fa sentire il suo peso in attacco ed è certamente il più pericoloso in avanti, finché il fiato glielo permette. la sua doppietta è decisiva e gli vale il titolo di capocannoniere dei S.N.C. bomber. voto 7

giovedì, maggio 10, 2007

Democrazia all'italiana

Molti dei più alti esponenti del governo e dell'opposizione paiono ultimamente concordi circa il fatto che il bipolarismo rappresenti l'inevitabile ed auspicabile futuro del sistema politico italiano. Facendosi scudo della necessità di avere governi più forti e meno frammentati, si prepara di fatto, tra proclami e squilli di tromba, il colpo di grazia che verrà assestato ai partiti minori, al fine di spianare la strada al bipartitismo all'americana. Vista poi la sempre più accesa corsa agli elettori "moderati" e la gran voglia di mettersi d'accordo che accomuna i vari Fassino, Rutelli, D'Alema, Casini, Fini e Berlusconi, c'è da aspettarsi che il passo successivo sia il monopartitismo all'italiana. Pensate che bellezza, nessun rischio di perdere le elezioni e di rimanere senza poltrona! Via questi estremisti che non si lavano, puzzano e sporcano da tutte le parti insistendo con le loro opinioni vetuste e fuori dal coro che mi spaventano pure i bambini. Basta con questo spreco di risorse finalizzato a convincere la gente a votare due partiti sempre più simili tra loro. Niente più crisi di governo e scarico di responsabilità su chi ha governato negli anni precedenti. Fantastico! Inoltre, buona parte del lavoro è già fatta, per continuare l'opera sarà sufficiente prendere ad esempio la televisione, dove si è già trovato l'equilibrio perfetto e il Tg1 fa contenti tutti.

mercoledì, maggio 09, 2007

Gli antichi Greci (quei pervertiti)

Il problema dell'integralismo religioso e dell'ingerenza delle istituzioni religiose nella vita, politica e sociale, delle persone, mi dà, di questi tempi, molto da riflettere. Ho sempre creduto che la laicità di uno stato, intesa in senso lato e non solamente legislativo, andasse di pari passo con l'evoluzione culturale di un popolo; che mano a mano che si passasse dalla vita sugli alberi e nelle caverne agli studi scientifici e all'esplorazione più minuziosa delle capacità umane, si abbandonassero i sacrifici al dio sole in virtù dello sviluppo di un etica fondata sulla ragione e su principi universali derivanti più dalla condivisione della condizione umana che dall'appartenenza a questo o quel credo. Ma com'è possibile allora assistere a rivolte di piazza, scomuniche, maledizioni, requisizioni di beni se non addirittura a condanne a morte, all'indirizzo di chi nemmeno ha avuto l'ardire di votare a favore dei Dico, ma ancor più banalmente ha raffigurato la tal divinità nuda o ha baciato in pubblico, su una guancia, un estraneo? Tra gli altri terribili peccati possono inoltre figurare a vario titolo: pubblicare vignette satiriche, essere omosessuali, subire violenza sessuale, convivere all'infuori del matrimonio e votare per il partito comunista. Forse allora sarebbe il caso che qualcuno smettesse di evolversi, ammesso che stia provando a farlo, e magari guardasse indietro di 2500 anni, per accorgersi che anche se Voltaire e il povero Gesù non si erano ancora fatti vivi, gli antichi Greci avevano già molto da insegnare, in termini di laicità e di modernità sociale.

giovedì, maggio 03, 2007

Le débat

Nel tentativo di rendere interessante una serata che il Manchester United non contribuisce minimamente ad animare lasciandosi passivamente surclassare dal Milan nella semifinale di Champion's League, si decide di sintonizzarsi sulla diretta via internet del dibattito per le presidenziali francesi trasmesso da France2. Ségolène, prima donna ad arrivare al ballottaggio per la poltrona di Presidente della Repubblica Francese, si dimostra aggressiva e cerca di mettere alle strette il nano demagogo e fascistoide Sarkozy, il quale, così descritto, non può che riportare alla mente il suo omologo italiano. Sarko, dal canto suo, si sforza di apparire calmo e imperturbabile, limitandosi a piagnucolare con aria da cane bastonato in risposta ad ogni critica. La missione di Ségo è tuttavia disperata. L'uomo occidentale, diciamolo, è sostanzialmente egoista, sia socialmente che economicamente. Ha paura dell'uomo nero, e se ne sbatte della conseguenza delle sue azioni sul prossimo e nel lungo termine. Quando si renderà conto che la crescita smisurata del suo benessere a scapito di quello della maggior parte della restante popolazione mondiale è incompatibile con la sopravvivenza dell'intero pianeta, sarà probabilmente troppo tardi. Nel frattempo, se può servire a qualcosa, in bocca al lupo, Ségolène.

lunedì, aprile 23, 2007

venerdì, aprile 20, 2007

Le cose importanti

Per fortuna anche e soprattutto nei momenti più bui, a livello mondiale, della nostra storia politica e sociale, c'è sempre qualcuno che si dà da fare per apportare alla comunità, con impegno e devozione, il suo contributo sui temi importanti della vita. In proporzione ovviamente alle proprie possibilità. In questo contesto si inserisce il recente parto della commissione di consulenza del Vaticano, composta da trenta persone stipendiate anche con il nostro otto per mille, la quale, partecipe dell'angoscia dell'umanità intera sul tema, definito «un problema pastorale urgente», determinata a porre fine all'ansiosa attesa dell'opinione pubblica, dopo tre anni di intense e dolorose contrazioni collettive, ha prodotto, o meglio ha espulso, con la benedizione del Divino Pontefice, un documento di quarantuno pagine dal titolo «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati». Il limbo è stato dunque abolito. Alzi la mano chi non è in lacrime per l'emozione. D'altronde, a pensarci bene, era giusto così: in Paradiso ci sta l'amico di Pinochet (e magari anche Pinochet, visto l'andazzo) e non può andarci un povero feto la cui unica colpa è di avere un papà stupratore?

mercoledì, aprile 11, 2007

Crocette

La reclusione fa male. Trascorrere le giornate tentando di imparare a memoria un libro inutile che cerca di determinare scientificamente come far fare alla tua azienda un pozzo di soldi a scapito dei tuoi concorrenti sta cominciando a logorarmi. Il tutto, tra l'altro, è scritto in un italiano non sempre ineccepibile, da un tizio convinto che affatto e niente affatto abbiano il medesimo significato. Ma più di ogni altra cosa, ciò che mi angoscia veramente sono le crocette. Centoventi frasi, ciascuna delle quali ha cinquanta probabilità su cento di meritare una dannata crocetta sulla parola . Un'ora di tempo, trenta secondi a domanda. Se le sbagli tutte prendi -37, se riesci a strappare un quindici ti sei guadagnato l'ammissione all'orale, al cospetto del professore che ti interroga mentre legge il giornale e naviga sui siti porno. Un'esperienza affatto gradevole.

lunedì, aprile 02, 2007

Si ricomincia

Eccoci dunque di ritorno all'ovile. Nemmeno il tempo di posare le valigie che si è sepolti da una montagna di bollete da pagare e di incombenze varie. Il frigo è deserto fatta salva la montagna di formaggi francesi che mi terranno compagnia per i prossimi mesi. I régaz sono sempre al loro posto, le sfide a Pes con il Vale equlibrate, il Duma continua a stravincere al fantacalcio e piazza Verdi non smette di essere murata di giovani ubriaconi la cui presenza, che ho sempre guardato con una certa indifferenza se non addirittura di fastidio, mi risulta ora un po' più gradevole, se non altro come segno di vitalità di questa nostra città.
Ma cosa sarà di questo blog adesso? A chi mi rivolgerò per raccontare la mia vita quotidiana, ora che i lettori e i protagonisti diventano le stesse persone? Potrei farlo diventare una raccolta di post visionari e indecifrabili sulle tracce del buon Marchì, oppure iniziare a scrivere in francese o in inglese ad uso di eventuali visitatori stranieri. O infine, lasciarlo tristemente morire, a braccetto con la mia giovinezza. Che fare, dunque?

lunedì, marzo 26, 2007

Goodbye Nantes

Questi sette mesi sono infine giunti al termine. Tante cose sono successe ed è difficile ripercorrerle tutte nel tempo di un battito di ciglia, tra mille preparativi e incombenze tra le quali sembra impossibile riuscire a fare tutto quello che si vorrebbe con la dovuta calma. Non siamo abitutati a partire, viviamo sempre come se tutto ciò che ci circonda fosse eterno, ed è difficile pensare che la vita che hai vissuto sia stata solo una parentesi destinata a non ripetersi, a rimanere circoscritta ad un breve periodo, con un inizio ed una fine. Non è la vera vita questa, ma è pur sempre una parte di essa. In sette mesi ho conosciuto decine di persone, alcune delle quali molto meglio di altre che ho frequentato per anni. Di solito il distacco arriva inaspettato, le circostanze ci fanno allontanare dalle persone in maniera più o meno consapevole, più o meno brusca. Qui il biglietto aveva già scritta fin dall'inizio la data del ritorno, ma ciò non ha impedito di vivere al massimo, senza pensare troppo che un giorno tutto sarebbe dovuto finire. Ma va bene così, i tempi sono maturi, e si ritorna senza rimpianti e un pò più grandi di quando si era partiti.

lunedì, marzo 19, 2007

Sigaro e whisky

Arredamento dai toni scuri, piuttosto elegante. Una saletta circolare in fondo al locale. Luce soffusa. Alle pareti, bottiglie di Champagne tra i più pregiati e scatole di sigari accatastate con armonia. In sottofondo, jazz poco più che sussurrato, dentro al quale sembra di poter sprofondare semplicemente chiudendo gli occhi. Un whisky, senza ghiaccio, un sigaro. Nuvole di fumo e parole. Sapore di tabacco e amicizia.

giovedì, marzo 15, 2007

Apologia del cazzeggio

I più ingenui potrebbero pensare che non avere un cazzo da fare tutto il giorno, specie mentre la maggior parte della gente che si ha intorno si dedica alle attività lavorative le più svariate, risulti frustrante e demotivante. Io stesso, abituato alla pur blanda routine universitaria, ho sempre guardato con un po' di compassione coloro che trascorrevano le loro giornate trastullandosi con inutili passatempi, non intenzionati in alcun modo a tentare di dare un senso alla propria vita (e qui sono curioso di vedere chi tra i lettori si sentirà chiamato in causa, così su due piedi mi viene in mente una lista interminabile!). Tuttavia, recentemente, approfonditi studi scientifici scrupolosamente portati avanti in prima persona, hanno soprendentemente dimostrato, in maniera empirica ed inequivocabile, che cazzeggiare tutto il giorno non è assolutamente un peso! Altroché apatia e senso di colpa, sono due settimane che mi sveglio sei giorni su sette giusto in tempo per andare a pranzo, passo il resto del tempo a girarmi i pollici e ogni tanto esco la sera a farmi due birre in compagnia, e tutto ciò è fantastico! Non riesco a immaginare come potrò tornare a integrarmi nella società civile, sento che potrei continuare con questo ritmo per anni! Solo ora, finalmente, apprezzo tutto il piacere di oziare liberamente sopprimendo ogni minimo impulso di produttività!

giovedì, marzo 08, 2007

Le cene del mercoledì

Ogni mercoledì appuntamento fisso alla cucina di Stephan per quella che è ormai diventata una tradizione. A turno, ciascuno cucina per tutti gli altri, grossomodo una mezza dozzina di persone, mentre ogni commensale porta generalmente una salutare bottiglia di vino, che contribuisce ad indirizzare la serata verso l'alcolismo che avrà modo di essere coltivato più tardi al pub irlandese. Ad aprire le danze è stato Stephan, con un pollo tandoori accompagnato da riso basmati che, benché né sudafricano né tedesco, si è rivelato un piatto alquanto appetitoso. Il secondo sono stato io, esibendomi in una carbonara cucinata in condizioni estreme, con due pentole troppo piccole e due placche non abbastanza calde: ho praticamente inventato gli spaghetti pilaf, ma il risultato non è stato poi così malvagio (special thanks to: il Parmigiano Reggiano proveniente direttamente dalla via Emilia). Per terzo il tedesco Felix, che è andato sul classico proponendo una "colazione del contadino", con patate, uova e pancetta condite con erba cipollina. Il padrone di casa è poi tornato ai fornelli per un tacchino al curry anch'esso niente male, mentre ieri sera è stata la volta della tedesca Carolin, sulle cui tagliatelle al salmone scotte e insipide è invece il caso di sorvolare. Il prossimo appuntamento si preannuncia essere quello con il Chili con carne dell'inglese Dominque. Le prospettive non sono delle migliori, ma vedremo cosa il destino ci riserverà!

giovedì, marzo 01, 2007

Gastronauti


Una guida incompleta raccattata in biblioteca, quattro fogli stampati da internet e attaccati con lo scotch come approssimativa cartina, il timore, svanito solo all'ultimo, di ottenere in affitto una bagnarola dal più economico dei noleggiatori di Nantes, e si parte verso i lidi incogniti della piovosa Normandia. St. Malo, Mont St. Michel, Carteret, le spiagge dello sbarco, Bayeux, Caen, Honfleur, Etretat, Fécamp, Rouen e Chartres saranno le tappe, decise giorno per giorno, del nostro viaggio alla scoperta dei colori (sostanzialmente il grigio) e dei sapori di questa umida regione. I nostri gastronauti si sono privati in una sola occasione di un pasto degno della loro qualifica, nutrendosi con un tramezzino scopertosi poi scaduto acquistato nel supermercato dell'inutile paesino di Carteret. Per il resto, partiti con l'intento, esaudito, di sfondarsi di coquillage e prodotti ittici di vario genere, non sono mancate soddisfacenti escursioni nel mondo bovino, vegetale e dei latticini (merita una menzione il formaggio Pont l'Eveque, cugino del Camembert). Il gastronautismo ha lasciato spazio, senza alcun rimpianto, all'opportunismo in occasione dell'incredibile buffet "all you can eat" in cui montagne di ostriche, cozze, pesci, carni, verdure, formaggi e dolci di ogni tipo hanno riempito i nostri stomaci oltre i limiti dell'immaginabile, in barba alle regole più basilari dello slow food e dell'arte culinaria. E dopo cotanti banchetti, che bello tornare infine alla stuzzicante cucina della mensa universitaria!

venerdì, febbraio 16, 2007

Il bidè, parte seconda

Con sommo stupore, ho scoperto che alcuni abitanti della Bourgeonniere, ignoro del tutto secondo quale criterio, godono della presenza in camera della tanto citata suppellettile. Va da sé che nessuno dei fortunati approfitti dell'opportunità concessagli, interrogandosi vanamente circa la funzione del curioso oggetto. Ho visto con i miei occhi, gonfi di lacrime, un bidè mai utilizzato dal proprietario se non come catino per contenere scarpe infangate e simile immondizia, non batterei ciglio se venissi a sapere che c'è chi ne ha fatto una fioriera o una vasca per i pesci. Sempre per la serie, chi ha il pane non ha i denti!