Ritorno
6 anni fa
Dopo pranzo, ritorno all'atelier del velone dove il giorno prima avevo lasciato la bici, con una gomma a terra (rattoppata), in attesa del nuovo pneumatico. Un po' di lavoro in compagnia del simpatico Lionel e, già che ci siamo, una bella revisione, necessaria dopo chissà quanto tempo evidentemente passato in cantina. Giusto il tempo di tornare a casa a posare lo zaino, che sono già in marcia verso il centro. Forte della riflessione che è meglio fare le cose in compagnia che farle da soli, ma è anche meglio farle da soli piuttosto che non farle per niente, sono finalmente determinato ad andare al cinema a vedere Little Miss Sunshine, dopo settimane di rinvii in attesa dell'occasione buona per trovare almeno un sodale. Essendo in ritardo, tento la scorciatoia alla cieca per le sconosciute strade di Nantes. Naturalmente ciò peggiora le cose, ma tutto sommato quando entro in sala lo spettacolo non è cominciato che da una manciata di minuti. Che dire, davvero eccellente! Un film sgangherato, a tratti esilarante e a tratti commovente, perfino nella medesima scena. Privo di ogni retorica, mostra ciascun personaggio nella sua luce, senza cercare ad ogni costo di proporre una morale o un finale edificante che metta tutti d'accordo. Alla fine il viaggio, come il film, è stato un sogno, una breve parentesi nella nostra vita, che forse ci ha cambiati ma forse no. Abbiamo pianto, abbiamo litigato, ci siamo fatti delle grasse risate. Cala il sipario, si accendono le luci, si torna alla vita di sempre, con un sorriso che non se ne va e qualche ricordo in più.


Porci! Ma come si fa anche solo a immaginare una cosa del genere?? Mi domando se sia più maiale chi le vende o chi le mangia, anche se propendo per il secondo. L'altra sera invito Stephan in camera mia a vedere Thirteen in francese (tanto per allenarsi un po'), e lui si presenta in compagnia di Dominique, la quale mi ammanisce, gentile cadeau, un pacchetto (peraltro già iniziato, vabbè), dello snack in oggetto. Lì per lì, allibito, non me la sono sentita di assaggiarle, e ho anzi addirittura tentato di restituirgliele al termine della serata. Tuttavia, pur avendo già potuto constatare come i gusti anglosassoni siano deviati (la gentile donzella, al cinema, non aveva trovato niente di meglio, da sgranocchiare durante il film, dei pop-corn caramellati, di cui ignoravo persino l'esistenza), qualche giorno dopo non mi sono trattenuto e ho assaggiato le gustose patatine. Allucinanti! Il colpo di grazia è venuto poi dalla lettura della composizione: una trafila di ingredienti provenienti dai più oscuri meandri dei regni vegetale, animale e oltre. Un miscuglio che nemmeno la più fervida immaginazione sembrerebbe poter concepire. Di patate, ovviamente, quasi nessuna traccia. Mon dieu!