mercoledì, gennaio 16, 2008

Non si può parlare di tutto, ma anche sulle dimissioni di Mastella ci sarebbe da farsi due risate!

Peccato che Pinochet sia morto e che Erich Priebke non sia troppo in forma, perché altrimenti avremmo potuto invitare anche loro ad inaugurare l'anno accademico alla Sapienza. Di sicuro, l'impatto mediatico sarebbe stato altrettanto notevole. Inoltre, la loro presenza sarebbe stata comunque meno inopportuna di quella del pastore tedesco, il quale, a differenza dei primi, ha come principale impiego quotidiano quello di ingerire in maniera inaccettabile nella società e nel dibattito (se un termine così nobile si può utilizzare per designare la serie di grugniti che giornalmente ci vengono riferiti dai nostri solerti ed indipendenti mezzi di informazione) politico italiano. Ciò che più sconvolge, tuttavia, è il coro unanime di condanne provenienti dalla sempre più folta schiera di intellettuali di varia caratura e inclinazione ideologica, destinate naturalmente non al papa più retrogrado, arrogante ed integralista del dopoguerra, ma a coloro che, indignati, hanno ritenuto inaccettabile l'ennesimo atto di subordinazione nei confronti della gerarchia ecclesiastica. Ma quale altra reazione è lecito attendersi, nei confronti di chi non fa altro che porsi con protervia e intolleranza per imporre alla collettività le proprie convinzioni personali, in totale spregio, lui sì, al pluralismo, alla libertà di coscienza e, soprattutto, alla laicità dello Stato?

giovedì, gennaio 10, 2008

Back to earth

Al devastante party post-laurea ha fatto seguito un lungo quanto meritato periodo di riposo che mi ha visto diviso tra le (poco) innevate vette alpine, i classici pranzi natalizi con i parenti anconetani, feste etiliche al termine delle quali risultavo incredibilmente essere l'unico sobrio e qualche giorno di cazzeggio nella sempre magica Ville Lumière. Ora che il brusco ritorno alla realtà mi ha fatto riprendere contatto con i piccoli problemi del cazzo che ti fanno perdere le giornate all'inseguimento di questo o quello, il tutto accompagnato dall'inquietante sottofondo di archi dell'ansia per gli esami non dati e da dare che ti si aggrappa alle caviglie, ebbene, adesso è il momento di avanzare qualche inutile considerazione, tanto per sparare un po' di sentenze a mo' di aforisma, senza dare spiegazioni:
  • la storia dei cattivi propositi è una discreta cazzata;
  • ad ogni modo, io ho solo buoni propositi: d'ora in avanti, stile di vita sano, poco alcool e tronche, tanta attività fisica, frutta e verdura. E vaffanculo;
  • un giorno non troppo lontano andrò a vivere qualche mese in Spagna per imparare lo spagnolo. E non rompete le palle col cinese, a quello ci pensiamo poi un altra volta, casomai;
  • vediamo se l'idea di Ale circa la nostra carriera radiofonica va in porto;
  • forse dovrei passare alla Apple;
  • da quando sono alle scuole medie mi riprometto di iniziare a studiare in anticipo e non soltanto la settimana prima dell'esame. Dubito che ce la farò mai, ma l'importante è non perdere la speranza;
  • happiness is a warm gun. Sì, sto ascoltando la colonna sonora di Across the Universe, e allora? Se non l'avete visto reperitelo e guardatevelo, è bello;
  • ormai è troppo tardi per diventare una rockstar. Merda;
  • non c'è niente da fare, il latino e il greco se non li tieni in esercizio te li dimentichi;
  • tralasciamo di dire che non esistono più le mezze stagioni e che da quanto c'è l'euro, signora mia, fare la spesa è un salasso;
  • che poi ieri un litro di verde 1,411 euri, cristo;
  • potrei andare avanti così per ore;
  • può bastare.
Appendice: mamma mia che linguaggio scurrile! Questo post inaugura l'era HARD CORE di Ciavemoimoscioli! Yeah!

mercoledì, dicembre 19, 2007

Grazie ragazzi

Per aver cercato di uccidermi ridendo di me nel frattempo. No, sul serio, grazie a tutti. E' stato un bel party. Credo.

domenica, dicembre 09, 2007

Fine della ricreazione

"A Luttazzi è stata data piena libertà, ma di questa libertà era necessario fare un uso responsabile". Con questa paradossale giustificazione, si è cercato di far passare la sospensione di Decameron, il programma satirico di Daniele Luttazzi, come un atto dovuto in risposta alla sconsiderata ed autolesionista volgarità dell'autore. Come dire, libertà totale, ma di fare quello che diciamo noi. E' però necessario non accettare rassegnatamente quest'ennesimo sopruso, dietro al quale sembra risiedere non la semplice insofferenza di un laido ciccione bavoso (spero di non meritare una querela per questo, si tratta di una semplice descrizione morfologica) per una battuta nemmeno particolarmente memorabile, ma un preciso disegno politico, insofferente ai fatti declamati da Luttazzi, più che alla sua ironia, e al suo strepitoso e forse inatteso successo di pubblico. Un comico che dice cose scomode, viene così accusato di non far ridere o di essere volgare al fine screditare il suo intero discorso. Bisogna dunque denunciare con forza come la notizia della sospensione del programma sia stata censurata dall'edizione serale del tg di La7, e gli atti di intimidazione fisica subiti da Luttazzi stesso. Non perché la rete non possa fare a meno del mio sfogo di indignazione e frustrazione (l'ennesimo, guarda caso), ma affinché non si perda di vista la verità, troppo facilmente manipolata con motivazioni pretestuose in favore dei consueti interessi politici.

giovedì, dicembre 06, 2007

Le ultime parole famose

"Ci teniamo oggi - proclamava Diliberto il 29 aprile 2007, poco più di sette mesi fa - domani, per sempre, il nome, il simbolo, la stella e la bandiera d'Italia. La nostra sfida è il contrario dell'abiura. Dentro la sinistra ci andrà ciascuno come gli pare e noi entreremo da comunisti nella sinistra senza aggettivi".
L'arcobaleno. A raccontarlo, non ci si crede. I simboli dei partiti stanno convergendo. I colori si attenuano, il bianco, il rosso e il verde passano in primo piano. Ci si accalca verso il centro. Non c'è via d'uscita. A questo punto credo non resti che la rivoluzione armata. Altre proposte?

venerdì, novembre 30, 2007

Sembra che non abbia un cazzo da dire, e invece...

Ho un sacco di opinioni su un sacco di argomenti. Qualsiasi notizia o avvenimento mi induce a produrre una qualche riflessione in merito. Tendenzialmente, la fase successiva consiste nel valutare se la suddetta riflessione possa meritare un post sul blog. In genere l'eventualità viene scartata. E per fortuna, tanto chissenefrega dei miei ragionamenti malati e di quello che penso a proposito di qualunque cazzata! Che poi, per dire, visto come sono quelli che pubblico, figuriamoci quelli che non sono degni di essere condivisi con il popolo della rete! L'ultima fase prevede il più delle volte che io ripieghi sintetizzando la riflessione sul mood di Skype. E bisogna anche ammettere che la soglia di sufficienza per la pubblicazione è inversamente proporzionale al tempo passato dall'ultimo post. Insomma, si guardi quando ho scritto l'ultimo post, e sarà chiaro il perché del presente sproloquio. Ah, e mi sono anche accorto che a furia di scrivere la tesi, ho iniziato anche sul blog a scrivere periodi molto più brevi. Così, per guadagnare spazio.
In effetti, è fin troppo facile fare commenti salaci, ad esempio, sul sacerdote che si indigna perché lo spot natalizio della Red Bull "intacca la Natività, e con essa la sensibilità dei cristiani", in quanto consiste in un disegno animato nel quale un quarto re magio regala della Red Bull a Gesù (come se non ne avesse bisogno). Red Bull ritira immediatamente lo spot, vedendo evidentemente negli oratori un'ampia fetta del target della bevanda. Meglio non rischiare che i cristiani, offesi a morte, smettano di bere Red Bull. Mi fanno sbragare dal ridere.
E per chiudere, una citazione su cui riflettere: "Non ha senso testare cosmetici sui conigli. Perché sono già graziosi".

martedì, novembre 20, 2007

Sollievo

Il colpo di teatro di Silvio, che ha dichiarato di non aver parlato con nessun altro esponente politico della sua intenzione di fondare un nuovo partito, preferendo agire di nascosto e venire allo scoperto a cose fatte, perché aveva il timore che ciò potesse sancire il distacco di alcune importanti forze del centrodestra (che fulgido esempio di condotta democratica!), mi ha dapprima spiazzato, lasciandomi un po' interdetto e diffidente. Ho cominciato ad interrogarmi su quale potesse essere il lungimirante disegno politico celato dietro una mossa apparentemente arrischiata e potenzialmente controproducente, foriera di cattivi presagi per la solidità della coalizione all'opposizione. Il tentativo di cannibalizzare il movimento anti-politico di Beppe Grillo, la speranza di riuscire a mettere all'angolo alleati sempre più forti e per questo in grado di oscurare la leadership in netto declino dell'uomo di Arcore, l'esigenza di rispondere, con una mossa disperata, alla creazione del PD, reincarnazione della Democrazia Cristiana e quindi potenziale candidato ad assurgere come nuovo colosso centrista e onnicomprensivo. Ma poco alla volta, oltre tutte queste considerazioni, è nato dentro di me, sempre più forte, sempre più chiaro, un senso di sollievo. Finalmente, forse, potremmo riprenderci, dopo averlo ripulito dall'immondizia che vi è stata gettata sopra in seguito alla sua usurpazione, dopo aver vinto l'iniziale disgusto per quello che ha significato e continuerà almeno per qualche tempo a significare, il nostro grido, del quale troppi anni or sono eravamo stati inaccettabilmente defraudati. E dunque, da oggi in avanti, di nuovo Forza Italia!

venerdì, novembre 09, 2007

All'improvviso, un genio

Altra pedalata in direzione della facoltà, e vengo fulminato da una delle sempre esilaranti civette del Resto del Carlino, il cui autore ha questa volta superato se stesso:

LA "MENTE" DEI
COMUNISTI COMBATTENTI
E' UNO CHEF MITOMANE

Notare il virgolettato, affinché il lettore distratto capisca che si tratta di una sottile metafora, non di una mente vera e propria! Sul momento grasse risate, poi si scopre che l'acuto "giornalista" ha dimenticato di dire che l'autore delle lettere minatorie è in realtà un tizio di destra che ha pensato bene di firmarle con la sigla PCC. Insomma, il solito figlio di puttana.

giovedì, novembre 08, 2007

Speakers' Corner, Piazza Verdi

Ore undici e trenta, in sella alla bici sbuco in piazza Verdi e passo davanti a un tizio vagamente trasandato che parla ad alta voce, apostrofando con tono polemico una piccola platea di passanti e bivaccanti, apparentemente radunatasi da poco attorno a lui. Le mie orecchie colgono solamente il tema, politico, della dissertazione. Dapprima perplesso, senza smettere di pedalare mi sorprendo a pensare che se non fossi schiavo della moderna società capitalista che ci costringe a correre di qua e di là sempre di fretta, in eterna lotta contro il tempo, impossibilitati ad adeguare i nostri programmi quotidiani al minimo imprevisto, mi piacerebbe fermarmi ad ascoltare quell'improvvisato oratore. (Sì, faccio veramente pensieri così elaborati). Non sono ancora arrivato alle due torri che il ricordo di questo incontro mi ha già abbandonato come tutti i pensieri più o meno bizzarri che fanno compagnia ad ogni spostamento solitario. Ore tredici, discendo lungo via Zamboni e arrivo di nuovo in piazza Verdi. L'uomo, sempre più accalorato, è ora salito in piedi su di un fittone, e discorre rivolto questa volta a una discreta folla che occupa un angolo della piazza. Di nuovo, devo proseguire senza prestare attenzione alle sue parole. Ma la sensazione che mi rimane è quella di un gesto di democrazia estremo e al tempo stesso disperato, come se quell'uomo, un po' fuori dalle righe, prendendo la parola per dire agli altri quello che pensa con tanta ostinazione, volesse ricordarci che le nostre opinioni sono tutto ciò che abbiamo, e che esiste ovunque un angolo in cui è tutelata la libertà di espressione di coloro che vogliano prendersela. Poi, vabbè, era solo un matto che parlava da solo.

mercoledì, ottobre 31, 2007

Adesso basta

Qualcuno sostiene che nella vita bisogna scegliere il male minore, e che bisogna sempre lottare fino all'ultimo, fino a quando l'ultimo respiro non è stato esalato. Che è meglio vivere menomati e doloranti, piuttosto che lasciarsi morire nella speranza di porre fine alle sofferenze proprie e di chi ci circonda e ci vuole bene, o quantomeno si interessa della nostra sorte. Qualcuno ritiene addirittura che pur di rimandare l'ineluttabile appuntamento valga la pena di rinunciare alla propria dignità, di accettare qualsiasi compromesso, finanche di rinnegare i propri valori fino all'aberrazione. Ma io sto male, non ce la faccio più. Non riesco più a sopportare la vista di tutte quelle facce ipocrite che mi dicono che bisogna andare avanti, che bisogna resistere, ad ogni costo. Ci sono cose che non si possono tollerare. C'è un limite a tutto, e questo è stato passato da tempo. Adesso basta, voglio l'eutanasia. Sopprimiamo, vi prego, questo Governo indegno e putrescente. Chiudiamo questo lazzaretto, e diamogli fuoco prima che possa contagiarci più di quanto non abbia già fatto. Mandiamo a casa questi moribondi corrotti e immorali, subito, senza aspettare un giorno di più. E riprendiamoci Berlusconi, se è questo che ci meritiamo.

venerdì, ottobre 26, 2007

Solo che della braga (italiana)

Più desiderosi di ammortizzare il costo della tessera Erasmus Student Network che non veramente carichi come si deve, si decide di prendere parte all'imperdibile serata-tortillas, organizzata nell'ambito dei mega-party erasmus del giovedì sera al Kinki. L'occasione è buona anche per mettere piede per la prima volta nel rinomato locale di via Zamboni, già ritrovo gay e sedicente primo palcoscenico italiano di Jimi Hendrix. Dopo aver sgraffignato qualcosa da mangiare e sfruttato il lauto sconto di un euro sulla birra, sempre nell'ottica di ottimizzare la spesa di ben 4 euri per la suddetta tessera, ci si comincia ad aggirare per la sala in mezzo ai giovani opportunamente festanti. Col passare del tempo, però, la nostra sobrietà comincia a diventare quantomai molesta, e, come una condanna, vediamo avverarsi l'infausta predizione effettuata poco prima dall'esperto membro dello staff, che con aria tra il navigato e il rassegnato ci aveva spiegato: "è una bella festa, c'è un sacco di gente da conoscere e con cui fare amicizia, l'unico problema è che poi si riempie di braga italiana...".

mercoledì, ottobre 17, 2007

Pennellate

Avere tante cose da raccontare ma non sapere come raccontarle. Cercare di trasmettere le emozioni provate senza doversi produrre in una minuziosa descrizione di persone, posti, cose, avvenimenti collocati in ordine cronologico. Non è facile. Forse bisogna prendere una manciata di piccoli eventi, battute e considerazioni e farne un quadro globale della situazione. Qualche accenno qua e la, come pennellate di colore buttate su di un quadro astratto. Descrivere delle situazioni non tanto per la loro importanza intrinseca ma servendosene per comunicare le sensazioni provate, il clima, lo stato generale delle cose.
La ricerca di ospitalità, la partenza sotto il diluvio, qualche ora di sonno sul divano milanese, l'attesa del compagno di viaggio, ore di cammino sfiniti e senza meta, l'ostello, le birre, tante birre, il turismo antropologico: cosa hai visto a Berlino? Boh, sono andato in giro!, gli italiani emigrati, la cucina Bavarese, il muro, Botero, l'amore alla reception, lo shampoo viola per capelli bianchi, il pullman, altre birre, St. Pauli, il sushi, parole in inglese, la bici, le uova con due tuorli, Reeperbahn. Non saprei dire cos'ho fatto quest'ultima settimana.

mercoledì, ottobre 03, 2007

Ciavemoimoscioli is back!

Messi da parte i giorni bui dello studio e della crisi creativa, metabolizzati dal blog con esiti infausti per la sua vasta schiera di affezionati lettori, ai quali mi trovo ancora una volta a chiedere scusa, si volta pagina nascondendo per qualche tempo sotto al tappeto le incombenze di varia natura. Bando dunque agli assillanti grattacapi del logorante tran-tran quotidiano, via in un cassetto la tesi, e largo alla spensieratezza giovanile ed ai ritmi blandi della vita universitaria, intesa ovviamente nel senso più dispregiativo del termine. Si alternano così feste improbabili frequentate da personaggi improbabili, o forse fin troppo probabili (“Faccio l'educatore per bambini disabili, ho solo contratti a tempo determinato, cerco un lavoro che mi consenta di vivere in maniera adeguata. Ciò non è possibile, perciò bevo.”), pomeriggi interi trascorsi a tentare di dirigere le evoluzioni di una sfera virtuale interagendo con essa tramite undici omini altrettanto virtuali, luculliane fritture di pesce in squallide rosticcerie sul lungomare in compagnia di veraci personaggi vernacolari, e analoghe avventure ai limiti della realtà. Frattanto, nel più puro stile bohémien, si organizza una vacanza-couchsurfing in terra tedesca. Così, tanto per occupare il tempo libero. (E rimandare l'esaurimento nervoso).

giovedì, settembre 13, 2007

Con le unghie e con i denti

Finale thrilling per la prima parte della mia carriera universitaria. Ma missione compiuta. All'ultimo appello per laurearsi nella seconda sessione, proprio quando l'arbitro sta per fischiare la fine dei minuti di recupero, sulla sirena, con il cancello che si sta abbassando inesorabile alla Indiana Jones, riesco a gettarmi oltre rotolando e recuperando pure il cappello che era rimasto dall'altra parte. Bisognava farcela a tutti i costi, ma le cose non sembravano mettersi nel modo migliore, una volta ricevuto il testo del compito. Superata la crisi di panico, si riesce ad arraffazzonare qualche formula di senso compiuto qua e là. Minuti di interminabile attesa, sudore freddo e paranoie. Poi, ecco l'assistente. Mi elargisce un 18, magnanimo. E' fatta. Ma c'è ancora il cappello di là. Avrei bisogno di un 22. Non è che mi può fare una domanda? Ok. Fatta. Le metto 21. Senta scusi, umilmente, mi prostro, la imploro, non si potrebbe fare 22 già che c'è? Guardi veramente le volevo mettere 20. La scongiuro. Vabbè mi scriva questo e questo. Seguono cinque minuti di balbettii incomprensibili. Mi dia il libretto intanto. Diceva che è l'ultimo esame? Va bene, vada per il 22. Sbam. Il cancello si schianta al suolo un secondo dopo che ho ritirato la mano. Appena in tempo.

venerdì, agosto 24, 2007

Voglia di essere lì

Il morso della Taranta ti prende alle gambe, facendotene perdere il controllo e trascinandole al ritmo forsennato scandito dai pifferi e dai tamburelli. Non ci si può esimere dal ballare, saltare, cantare, e dal fare tutto ciò fino allo sfinimento, come se si trattasse di una gara con coloro che ci circondano a chi si arrende per ultimo. Decine di migliaia di persone, suoni, colori, odori, storie e sapori si mischiano a Melpignano, nel cuore dellu Salentu, dalla sera fino al mattino, per il concerto conclusivo del tour agostano della Notte della Taranta 2007. E io vorrei essere lì, innamorato come ho scoperto di essere di quella terra e di quella musica. Per ironia della sorte, sono invece bloccato su una sedia con una caviglia un po' spappolata, in una nota località balneare attualmente molto piovosa e poco soleggiata, impossibilitato a recarmi dove che sia, e in seria difficoltà anche quando si tratta di trascinarmi fino al gabinetto.

venerdì, agosto 03, 2007

Primi fuochi

Giornate movimentate queste ultime in riva all'Adriatico. All'incontro post-erasmus in quel di Offagna in occasione della festa medievale, al quale erano presenti oltre al padrone di casa anche l'ascolano Brono e l'iperattiva nantese Olivia, hanno fatto seguito la venuta dei carichi Tasso e Duma, coincisa con la partenza per le focose Canarie del sempre giovane Giallu, e la fugace invasione delle coppiette italo-avignonese e pesaro-terrona, che, insieme alla presenza della turca Pinar, hanno animato l'altrimenti monotona routine marcellese. In un alternarsi di sbronze a base di vino di visciole ritmate dai cori ufficiali della curva nord, ore passate ad ustionarsi le cosce sotto al sole cocente, lussuosi aperitivi, interminabili partite di pallone in spiaggia, pranzi e cene serviti con cura maniacale ed agli orari più assurdi dallo chef régaz ufficiale, e, dulcis in fundo, la prima discoteca galleggiante d'Europa, Babaloo Beach, fino all'alba, non finisce più, chi non alza la mano è un talebano!!! Il tutto, null'altro che un timido preludio al devastante tour della penisola pugliese che vedrà il sottoscritto, affiancato dal famigerato Bridge, protagonista di scorribande sperabilmente irripetibili.

mercoledì, luglio 18, 2007

Non una nuvola in cielo

La goccia di sudore imperla la fronte, esita provocatoriamente sulla tempia, per poi gettarsi a capofitto giù lungo il collo e scomparire nella canottiera ormai umidiccia. La tortora imperterrita scandisce il passare dei secondi come la più assillante delle lancette, strafottente, tanto per farti notare che non ha talmente un cazzo da fare da potersi permettere di stare tutto il giorno a saltellare da un tetto all’altro starnazzando stupidamente. Il riverbero del sole invade la stanza con inopportuna festosità, mentre le pagine scorrono avanti e indietro e la grafite si spalma sulla carta riducendo sempre di più lo spazio bianco rimasto. In cielo, non una sola nuvola. Il mare stesso, facendo capolino oltre i tetti, dà l’impressione, piatto e oleoso, di non aver neanche lui la minima voglia di sprecare energie. Un ventaglio viene aperto, per fare aria a un volto stanco e accalorato. E’ un lampo, un attimo, e un pensiero fulmina la mia mente, inaspettatamente scontato: la convezione forzata provocata dal ventaglio migliora lo scambio termico rispetto alla convezione naturale portando l’energia termica ceduta ad un valore pari a hAdeltaT, dove h è il coefficiente di convezione, A la superficie del volto e deltaT la differenza tra la temperatura superficiale del volto stesso e la temperatura di mescolamento dell’aria!

...

Ho bisogno di una pausa.

mercoledì, luglio 04, 2007

Intenso e rumoroso

Così ha definito il nostro brevissimo soggiorno in terra marchigiana il sempre pacato vicino del piano di sotto. Evidentemente esasperato dalla nostra presenza già dopo due soli giorni, ha reagito con un certo sollievo incontrandoci, bagagli alla mano, sul portone di casa: "Già in partenza?" "Eh sì, vacanza breve ma intensa!" "Intensa e rumorosa!" ribatte lui, con l'aria di chi ha dovuto sopportare in silenzio ogni genere di angheria. Va detto che per quanto ci riguarda abbiamo fatto del nostro meglio: il super party-grigliata alcolico urlante organizzato dall'inopinatamente giovane Giallu si è protratto fino a tarda notte, le tre per la precisione, orario adatto per dare il via ad una partita di poker che ha visto la fine, caduti uno dopo l'altro tutti i partecipanti, quando il sole era ormai già alto nel cielo. Vigorosi come non mai, non abbiamo ceduto alle lusinghe del materasso, e di buon'ora, fatta colazione con un bel piatto di pasta al sugo, siamo partiti alla volta della spiaggia di Mezzavalle, gita a cui hanno fatto da corollario una ripidissima scarpinata lungo le pendici del monte Conero, un'interminabile partita a pallone in riva al mare e una sfida a beach volley tra Bolognesi e Anconetani, che ha naturalmente visto prevalere la compagine felsinea (nella quale, a scanso di equivoci, militavo). Diverse salsicce e partite a Pro Evolution Soccer più tardi, prendevamo parte al classico Giovedì del Bellariva, appuntamento ormai da anni immancabile (insieme all'omologo Martedì) per il jet-set numanese, con il Mullah che si lanciava in pista con l'usuale audacia in compagnia di Albi, mentre Ale si cimentava nel suo sport preferito, che già la sera prima, e troppe volte in passato, l'aveva visto distinguersi: versare repentinamente liquidi da un bicchiere ad un posto qualunque purché diverso da una cavità orale.

venerdì, giugno 15, 2007

E' nata una stella

Note d'autore ieri sera al parchetto di Chimica Industriale, dove al cospetto di una folla in delirio si è esibita la Tasso Cover Band, alla sua prima uscita in pubblico. La spasmodica aspettativa per un evento tanto atteso e già rinviato ha fatto riempire a dismisura l'arena di viale Risorgimento, debordante di giovani fans e di groupies disposte a tutto pur di entrare in contatto con i loro idoli. L'ingresso in scena del frontman Tasso è già di per sé dei più spettacolari: a formazione schierata, eccolo uscire dai camerini abbigliato in maniera degna dei migliori Toga Party, scatenando un'ovazione che è tutta per lui. Il boato del pubblico è assordante, e già dalla prima esecuzione, una Twist and Shout tanto travolgente che i Beatles avrebbero avuto bisogno di Freddie Mercury per eguagliare in veemenza, si capisce che sarà uno spettacolo destinato ad entrare negli annali. Piano piano, tra una Sono Tremendo in cui pare di trovarsi al cospetto di Rocky Roberts in persona e una Lacio Drom che ci illude che i Litfiba siano finalmente tornati insieme (esaudendo così la preghiera degli Elio e le Storie Tese), Tasso prende confidenza e vince l'emozione inevitabile in un esordio di tale portata. Finalmente il microfono è tutto per lui, e quando attacca con voce roca You Can Leave Your Hat On, si scatena l'inferno. In pochi resistono alla tentazione di spogliarsi al ritmo delle note calde e impetuose che Tasso distrubuisce con la sapienza di un veterano, e qualcuno giura di aver visto Joe Cocker, in un angolo, ammiccare al nostro idolo in quello che appariva come un inevitabile passagggio di consegne. C'è spazio anche per i virtuosismi del resto della band, che Tasso cerca umilmente di non oscurare troppo con il suo talento, e non mancano dunque la classica Johnny B. Goode con assolo di chitarra suonata dietro la testa e una Bohemian Rhapsody in cui gli altri cantanti della band tentano invano di eguagliare la performance del loro maestro. Il concerto si conclude con una commovente Albachiara cantata in coro ad accendini alzati da mille voci stremate, in una sorta di temporaneo commiato da parte di questa Band di cui, siamo certi, presto sentiremo ancora parlare.

mercoledì, giugno 06, 2007

(Nerds + DanceFloor) - Love = M.A.M.

Me ne sto tornando a casa con un bottiglione pieno d'olio d'oliva nello zaino, fendendo la bolgia di piazza Verdi con occhio distratto, quando mi imbatto nel vecchio Scaglia, che mi viene incontro dalla direzione opposta. Due parole, dice che passa un sacco di tempo in giro per l'Italia con il suo nuovo gruppo che fa, detto come a volersi schermire, "pop per le ragazzine". Si tratta di una specie di pop elettronico piuttosto ballabile, condito con un tocco vintage. Ma lo stile dei My Awesome Mixtape sembra tutt'altro che commerciale e improvvisato, con i brani cantilenanti e ritmati che non faticano a trasportare l'ascoltatore in una dimensione dai contorni fortemente onirici e surreali. Questi electro-indie-hop-nerds, o "Bologna Geek Dancers", come si definiscono loro stessi, in pochi mesi si sono trovati alle prese con un successo notevole, e hanno già all'attivo un calendario fittissimo di concerti e un ep (scaricabile gratuitamente da qui), che merita decisamente un ascolto e lascia già intravedere doti promettenti per il futuro. Il disco, tra l'altro, è prodotto dalla Kirsten's Postcard, altro progetto notevole, questo, giusto a proposito della diatriba sul costo spropositato dei cd e dei vergognosi interessi commerciali che gravitano attorno alla cultura musicale, che a tutti giovano meno che a chi la musica la fa e l'ascolta. Obiettivo: preservare ogni sorta di progetto indipendente, cercando di tenere i soldi lontani dalla musica.