Ritorno
7 anni fa
Porci! Ma come si fa anche solo a immaginare una cosa del genere?? Mi domando se sia più maiale chi le vende o chi le mangia, anche se propendo per il secondo. L'altra sera invito Stephan in camera mia a vedere Thirteen in francese (tanto per allenarsi un po'), e lui si presenta in compagnia di Dominique, la quale mi ammanisce, gentile cadeau, un pacchetto (peraltro già iniziato, vabbè), dello snack in oggetto. Lì per lì, allibito, non me la sono sentita di assaggiarle, e ho anzi addirittura tentato di restituirgliele al termine della serata. Tuttavia, pur avendo già potuto constatare come i gusti anglosassoni siano deviati (la gentile donzella, al cinema, non aveva trovato niente di meglio, da sgranocchiare durante il film, dei pop-corn caramellati, di cui ignoravo persino l'esistenza), qualche giorno dopo non mi sono trattenuto e ho assaggiato le gustose patatine. Allucinanti! Il colpo di grazia è venuto poi dalla lettura della composizione: una trafila di ingredienti provenienti dai più oscuri meandri dei regni vegetale, animale e oltre. Un miscuglio che nemmeno la più fervida immaginazione sembrerebbe poter concepire. Di patate, ovviamente, quasi nessuna traccia. Mon dieu!
La grande Bourse aux Vélos di sabato ha portato un nuovo elemento all'interno della già vasta compagnia. Non ha ancora un nome (si accettano suggerimenti) ma, dopo poco più di ventiquattro ore insieme, ha già una cinquantina di chilometri all'attivo. La biciclettata odierna ha avuto come meta, dopo un fin troppo dettagliato tour, non del tutto voluto, della periferia più o meno residenziale nantese, le Lac de grand Lieu, uno sterminato acquitrino di discreto valore naturalistico oltre che alquanto suggestivo e battuto da un vento forsennato (vedere capigliatura sconvolta nella foto, peraltro sintomatica della necessità urgente di un rendez-vous con un barbiere). L'abitudine di andare a mangiare fuori città alla domenica non essendo diffusa tra gli indigeni, siamo stati costretti a fare letteralmente scalo all'aeroporto per trovare finalmente, sulla via del ritorno, l'unico esercizio commerciale in tutti i dintorni di Nantes che potesse fornirci qualcosa da mangiare. Rifocillatici e visti decollare un paio di aerei, ci siamo infine diretti verso casa, per arrivarvi dopo circa cinque ore e mezza dalla partenza (stanchi ma contenti della bella giornata trascorsa). Il dolore alla schiena, al collo, alle gambe, alle mani e, con rispetto parlando, al culo, sembra tuttavia voler velatamente insinuare che tutto sommato il tram non era poi così scomodo.
Oh, dolce pegno d'amore, imperituro simulacro della sua augusta proprietaria! Che tenero pensiero, farmelo trovare al mio ritorno a casa, quando pensavo di essere rimasto solo e abbandonato tra le bianche e opprimenti mura, ed ho invece scoperto che una parte di lei era ancora qui, insieme a me. Che dolce sollievo, che soave delizia, stringerlo tra le mani e assaporarne gli effluvii portatori di sì gaie reminescenze! E che gioia, potersi coricare, la sera, in compagnia di cotanto omaggio, simbolo di eterna devozione! Grazie per esserti privata di un oggetto di tale valore, per farmene dono e ricoprirmi di una sì grande felicità!
Mancava solo la sciarpa giallo-verde! Serata fresca, terreno in buone condizioni, si parte di buon ora alla volta dello Stade de la Beaujoire in compagnia di Elena, Daniel, Stephan e qualche migliaio di altre persone stipate nei tram. Giusto il tempo per un paninazzo alla salsiccia piccante (l'ideale per rompere il digiuno seguito ai disturbi intestinali) e siamo già in coda per farci ripetutamente perquisire all'ingresso dello stadio. I primi cori in francese, la coreografia studiata per l'occasione, e prima del calcio d'inizio abbiamo già cominciato a dimenticarci che la situazione dei Canarini è disperata: penultimi in classifica, freschi eliminati dalla Coppa di Francia, allenatore licenziato tre giorni prima e vittoria che manca da cinque o sei mesi, ospitano la prima in classifica, ancora imbattuta in questo campionato. Stando così le cose, non si può fare altro che vincere! Si gioca solo nella metàcampo del Marsiglia, al palo preso in avvio segue inevitabile il gol del vantaggio. Quando nel secondo tempo ti aspetti un assedio (e pensi: che fortuna, il marsiglia attacca di qua!), pronti, via, ancora un palo e 2-0. Ribery non inventa niente, l'arbitro si inventa un'espulsione, ma anche in dieci non si corrono gravi pericoli: il gol dell'OM è un episodio, e finalmente arriva il fischio finale. Nessuno, urlano i tifosi, vuole più cantare la Marsigliese. Io non la volevo cantare comunque, ma ora la sciarpa mi sa che me la devo proprio comprare!